Facciamo i nomi. E pure i cognomi. Giuseppe & Guglielmo Caputo, Giuseppe Antoniotti, Giuseppe Geraci, Stefano Mascaro, Giovanni Dima, Ernesto Rapani, Aldo Zagarese, Giuseppe Graziano (foto a destra), Luigi “Gino” Promenzio (foto a sinistra), Flavio Stasi. Tali premesse a chi non bastano per capire che le prossime – e prime – elezioni comunali di Corigliano Rossano potrebbero essere affatto una cosa seria? Si voterà con ogni probabilità nel prossimo giugno 2019.

Caputo padre, il quale ha già pubblicamente manifestato intenzioni candidaturecce, potrebbe riscontrare il gradimento di Forza Italia, o meglio di coloro che comandano il vapore berlusconiano in Calabria: Jole Santelli e Roberto & Mario Occhiuto. Ma, nell’ottica d’un “rinnovamento” rispetto al padre-padrone già due (ed anche più…) volte sindaco di Rossano, potrebbe tornare in campo Caputo figlio, già dal genitore piazzato (ad insaputa d’entrambi, come tutti ricorderanno) quale vice dell’ex sindaco rossanese Antoniotti, re-aspirante con la Lega di governo nazionale e col suo movimento “Rossano prima di tutto” (e Corigliano dopo che cosa?).

E volete che non aspirino a fare il sindaco della nuova grande città pure gli ultimi ex sindaci dei due comuni estinti, Giuseppe Geraci e Stefano Mascaro?! Il primo avrebbe – finora invano – cercato un proprio ricambio generazionale, considerato che lui siede ininterrottamente o quasi dal 1975 tra i banchi del Consiglio comunale coriglianese, che l’hanno visto tre volte sindaco, e che è stato pure parlamentare (di questo però non se n’è accorto mai nessuno), il secondo ci crede e ci spera. Eventualmente, per entrambi, senza partito, liste civiche a sostegno.

Ci sono poi Giovanni Dima ed Ernesto Rapani, entrambi dirigenti di Fratelli d’Italia, il partitino di Giorgia Meloni. Il primo ha fatto il vicesindaco di Geraci, poi il consigliere regionale, poi l’assessore regionale, poi il deputato e poi… è riuscito abilmente a schivare l’etichetta del trombato declinando candidature a destra e mai a manca. Il secondo, invece, è oramai trombato per blasone: ha perso (in modo assai contenuto) le ultime Comunali rossanesi al ballottaggio contro Mascaro e (assai malamente) il collegio camerale alle ultime Politiche. “Ritenta ancora, ché sarai fortunato”? Macché. Un consiglio: ritirati.

C’è poi Aldo Zagarese, del Partito democratico, ex vicesindaco di Rossano figlio di padre già vicesindaco di Rossano ma trombato alla grande alle ultime Regionali. Del giovane, rampante ed aspirante figliolo basta soltanto fare i nomi dei suoi “sponsor”: la premiata coppia di Cosenza Enza Bruno Bossio e Nicola Adamo, moglie parlamentare e marito ex di tutto ma ancora ben saldo al potere regionale.

Vogliamo invece parlare del “generale” Giuseppe Graziano? È uno furbo il defenestrato ex consigliere regionale fondatore del movimento “Il coraggio di cambiare l’Italia” (con l’ambizione poi di conquistare il mondo e d’esplorare anche Marte). Fa leva sul fatto d’essere stato il presentatore della legge regionale per la fusione degli ex Comuni di Corigliano Calabro e Rossano di cui può vantarsi d’essere padre naturale e legittimo al contempo. Il suo pensiero oscilla tra il candidarsi a sindaco a giugno o aspettare le elezioni regionali nell’autunno successivo. Ed è proprio in questa seconda ottica che il “generale” tesse la propria tela, disposto a stringere alleanze per inscindibili do ut des. Tradotto: “Fidati: io ti faccio diventare sindaco di Corigliano Rossano, ma poi tutto il tuo entourage voterà e farà votare me alla Regione”.

Il Graziano-pensiero s’allunga su Luigi “Gino” Promenzio, consacratosi leader movimentista per la fusione ma al contempo esponente di quel Partito democratico nel quale lo stesso vanta attestati di stima ai suoi più alti livelli regionali e che dopo lo scoppolone alle Politiche di marzo a Corigliano Rossano pare si stia riorganizzando sul serio proprio per arrivare ben attrezzato all’appuntamento delle Comunali assumendo il ruolo-guida d’una coalizione di centrosinistra magari proprio allargata ai movimenti civici sorti per perorare la causa della fusione Corigliano Rossano. Un discorso – da quel che si percepisce – che escluderebbe a priori proprio il “generale” Graziano. All’eventuale candidatura di Promenzio guarda con attenzione ed interesse la pur minoritaria sinistra, a cominciare dal partito di Sinistra italiana guidata a livello regionale proprio da un uomo di Corigliano Rossano, Angelo Broccolo. Sinistra che vorrà però prima vederci chiaro sul quadro politico di riferimento: come a dire che se il “generale” Graziano dovesse essere “della partita” in un modo o in un altro, di certo volterebbe le spalle a Promenzio con tanti cari saluti ai compagni.

Poi c’è il mondo movimentista alternativo che si raccoglierà intorno alla certa candidatura di Flavio Stasi, già candidato sindaco alle ultime Comunali di Rossano con un’affermazione elettorale importante.

E il Movimento 5 Stelle? Affatto da sottovalutare: andranno certamente deluse le speranze di quanti con estrema faciloneria già pensano che la stravotata prima forza politica di governo nazionale – che conta ben quattro parlamentari di Corigliano Rossano – possa andare alle Comunali con una candidatura debole per l’oggettivo ed indiscutibile esaurimento del proprio personale politico. Già, perchè da quegli ambienti si percepisce chiaro e tondo che il M5S avrà un candidato sindaco autorevole, e quindi potenzialmente molto forte anche a livello elettorale: altro che “fuori gioco”.

Siamo ad agosto dell’anno prima e certamente il circo equestre delle candidature a sindaco di Corigliano Rossano è destinato ad alimentarsi d’altri nomi. Ma la nuova grande città necessita tanto di buoni candidati, tanto d’un buon sindaco quanto d’un serio e stabile quadro politico che l’accompagni nel difficile percorso amministrativo che tra un anno di questi tempi sarà già ad attenderlo al varco. 

 

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