Si ripete ciclicamente il disagio dell’emergenza idrica nel borgo marinaro di Schiavonea, a Corigliano Rossano. Con l’inizio di agosto un black out energetico ha messo fuori uso il pozzo sito in contrada Santa Lucia, che serve gran parte del borgo, facendo restare a secco ampie zone del borgo marinaro. A ben poco sono valsi i palliativi messi in campo dal Comune

con gruppi elettrici che non sono comunque riusciti a fronteggiare una emergenza che le alte temperature di questi giorni hanno contribuito ad amplificare. Dagli uffici comunali competenti assicurano che il guasto è in corso di riparazione, ma, il problema idrico, Schiavonea è un cruccio che si porta dietro da quasi mezzo secolo. Un problema che arriva solitamente proprio nella bella stagione. Gli abitanti iniziano a fare i conti con la razionalizzazione del prezioso liquido, centellinato quasi come se fosse una pena inflitta in perpetuo. L’acqua inizia a sgorgare dai rubinetti solo in tarda serata per poi sparire già nelle prime ore del mattino. Certo anche con l’inverno il disagio non viene risparmiato. I periodi delle festività sono caratterizzati da giorni interi senza che dai rubinetti stilli una sola goccia.

Gli abitanti del popoloso borgo marinaro del Comune jonico hanno imparato, forzatamente, il concetto di razionalizzazione ed ottimizzazione. Combattono ormai dagli anni Settanta con la mancanza del prezioso liquido. A soffrire sono quelle zone dove l’utenza viene servita dalla rete idrica comunale. Nessun problema per chi, invece, ha pensato bene di dotarsi di pozzi artesiani, numerosi nel borgo. Quasi tutti hanno installato in casa una cisterna. La centralissima Viale Salerno, stradine adiacenti e il quartiere intorno alla piazzetta Portofino sono le zone che soffrono in maniera atavica della carenza di acqua.

L’aumento esponenziale del numero degli abitanti, che durante i mesi di luglio ed agosto tende a triplicarsi con la presenza dei vacanzieri, negli ultimi decenni ha amplificato l’incomodo che crea un deserto per questa gran massa di assetati. E’ una difficoltà che va avanti da oltre quarant’anni senza che vi sia una risoluzione. Nell’agosto del 2009 (amministrazione Straface) una rete idrica comunale realizzata da oltre un decennio, mai utilizzata perché dimenticata, fu messa in funzione contribuendo ad aumentare la quantità di acqua in una parte di Schiavonea e nel contempo fornendo acqua in altre frazioni che soffrivano la carenza del prezioso liquido. Si trattava di una rete realizzata alla fine degli anni Novanta e di cui in pratica un po’ tutti ne disconoscevano l’esistenza. La rete parte dallo Scalo coriglianese, in particolare dalla zona della Chiubbica, passa sotto il manto stradale della Statale 106 e termina in via Capri a Schiavonea. La rete si alimenta al pozzo di contrada Santa Lucia. E’ naturale chiedersi se la pompa del pozzo di Santa Lucia funzioni a regime o se vi sia qualche ragione che lo impedisce.

 

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