L’estate – si sa – nel vacanziero Jonio sibarita come di consueto accende effimeri dibattiti, talvolta conditi di polemica, che poggiano le basi sul nulla. O sui retropensieri elettoralistici di più d’un personaggio, più che in cerca d’autore a caccia di voti in uno Jonio sibarita col quale non ha a che vedere il più secco dei fichi secchi e dove magari viene a fare il “professore di storia”.

Ed è il caso, proprio in questi giorni, del consigliere regionale Orlandino Greco da Castrolibero. Il quale, da ultimo in duetto col presidente della Giunta regionale Mario Oliverio (foto), discetta, all’ombra del nostro sole, intorno alla recente fusione istituzionale dei due ex Comuni di Corigliano Calabro e Rossano. E non solo. Vediamo che dice tale Orlandino, suscitando tra gli osservatori locali una domanda più che spontanea: ma che vuole?

Ecco: «Valorizzare un’area che, soprattutto a seguito della fusione tra Corigliano e Rossano, può e deve ambire ad un ruolo di riferimento nella cornice dell’Europa Mediterranea. La storia lo pretende, così come lo esige la presenza della foce del più grande fiume calabrese che ha attratto greci e ausonici, rispettivamente insediati sulle rive sinistra e destra. Un corso fluviale attrattivo anche degli albanesi in fuga dalla loro patria e dalle minacce dei tiranni turchi dando loro accoglienza cinque secoli orsono. Una ospitalità che andrebbe esaltata offrendo l’occasione oggi d’insediare la capitale dell’archeologia mediterranea, patria dei popoli progressivamente conviventi, attori principali dello Jonio. I Laghi di Sibari, il Pollino, le Terme di Cassano e di Cerchiara, il Parco archeologico, il Codex purpureus rossanensis, il Castello di Corigliano, sono solo alcuni dei punti di forza di un territorio che ha una storia millenaria straordinaria e che, di contro, presenta ancora alcuni limiti relativi soprattutto alla mobilità e alla capacità di intercettare flussi turistici internazionali. Ritengo, a questo proposito, sia indispensabile la realizzazione di una metropolitana leggera che colleghi l’area della Sibaritide all’aeroporto di Crotone per il raggiungimento di due obiettivi fondamentali: rendere l’area facilmente accessibile e quindi più attrattiva; accrescere le presenze medie nell’aeroporto di Crotone così da garantire la sostenibilità economica dello stesso. Il secondo punto dolente, forse quello più importante, attiene al processo di fusione che ha visto protagoniste le città di Corigliano e Rossano da una parte e l’esclusione di Cassano Jonio dall’altra. Ho ribadito in più occasioni che escludere Cassano da questo processo avrebbe significato indebolire un’idea giusta, un processo virtuoso, un’ambizione fondamentale: quella di costruire la “grande città della Sibaritide”. Oggi la programmazione messa in campo dalla Giunta e dal Consiglio regionale consentono di guardare al futuro della città unica della Sibaritide con ottimismo ma il processo, certamente non semplice, andrà guidato con lungimiranza e capacità d’analisi. Con l’insediamento del primo Consiglio comunale di Corigliano-Rossano, si dovrà subito porre la questione di uno studio di fattibilità che guardi a Cassano in un nuovo processo di fusione con l’obiettivo di disegnare una città metropolitana ricca di un patrimonio storico, culturale e ambientale in grado di attrarre turisti da tutto il mondo».

E Orlandino poteva mancare di consultare Google per cercare e trovare la citazione finale giusta? Certo che no: «“Non credo che esista in nessuna parte del mondo qualcosa di più bello della pianura ove fu Sìbari. Vi è riunita ogni bellezza in una volta: la ridente verzura dei dintorni di Napoli, la vastità dei più maestosi paesaggi alpestri, il sole ed il mare della Grecia” (Lenormant)”».

A fargli eco, il giorno dopo, è ovviamente la responsabile coriglianese d’Italia del Meridione – il partitino di Orlandino – Pamela De Patto. La quale dice: «In questa fase storica molto particolare di post-fusione tra Corigliano e Rossano assume a pieno titolo il valore di un’azione strategica quello di ampliare il percorso di fusione ad altri comuni come Cassano Jonio. Ciò non solo perché tende a favorire dinamiche di sviluppo eliminando cosi elementi di arretramento ma ridisegna anche nuovi confini territoriali e nuove prospettive di sviluppo. Mi riferisco – toh!!! – all’idea del consigliere regionale Orlandino Greco di passare dalla fusione delle due città di Corigliano e Rossano ad un discorso più lungimirante che ingloba la città di Cassano Jonio in una prospettiva più complessa ma anche più competitiva. Ampliare questo percorso anche a Cassano attraverso il compimento di tutti i passaggi necessari a livello legislativo, significherebbe ridare senso e significato alla storia, soprattutto se si fa riferimento a Sibari come una delle maggiori colonie della Magna Grecia. Elevarla a città metropolitana, per l’area della Sibaritide equivarrebbe ad una “rinascita”, che vede coniugare bellezza, turismo, storia, identità e culture. Tali caratteristiche si completerebbero in una prospettiva dialettica, armonica e differente. La Calabria con la città metropolitana di Sibari, al centro del Mediterraneo, si candiderebbe – alle prossime regionali nella lista di Orlandino?! – ad essere una delle città più competitive e dinamiche di tutto il meridione d’Italia. Aprire un tavolo di confronto sulla futura città metropolitana di Sibari con tutti i cittadini, le associazioni e le parti sociali risulta sin da subito necessario al fine di cogliere quelle opportunità che mai più si ripresenteranno. IdM Corigliano vuole cogliere questa occasione aprendo un forum per tutti i cittadini che sentono la necessità di ritornare alla storia e a un ruolo di riferimento predominante della Sibaritide nel Mediterraneo, già come crogiuolo di fusioni delle diverse culture. Il grande valore dell’Europa non può essere semplicemente il Nord, ma il Sud è quel limite tematizzato che bisogna oltrepassare, bisogna riconsiderare il sud come depositario non solo di “economie” ma come crogiuolo di civiltà, popoli e tradizioni. E Sibari è tutto questo!». Quest’ultima parte necessiterebbe della spiegazione accademica d’un qualche serio cattedratico… 

Fortunatamente le temperature estive sono al ribasso, altrimenti dovremmo prepararci a sentirne ancora di più grosse. 

 

  

Di admin