Il signor Giuseppe nell’anno 2006 conosce la signora Anna (i nomi sono di fantasia, ma la vicenda, accaduta nel circondario della Sibaritide, ovviamente è vera) con la quale, dopo un breve fidanzamento, contrae matrimonio. Dall’unione nasce Paride (nome di fantasia anch’esso) il quale oggi ha 10 anni. Sin dai primi tempi del matrimonio, Anna assume atteggiamenti strani col marito, diretti ad allontanarlo dal proprio contesto familiare e sociale. Con la nascita di Paride l’atteggiamento possessivo man mano si modifica, indirizzandosi però verso il figlio.

A Giuseppe, sin dai primi anni di vita del figlio, la moglie “controllante” impedisce di passeggiare da solo col piccolo o di fare in autonomia qualsiasi altra attività ludica tipica d’un rapporto padre/figlio, imponendo la sua costante presenza di supervisione. L’atteggiamento ossessivo ed esasperante della donna, nel 2011 porta il marito a richiedere la separazione presso il Tribunale di Castrovillari (foto). La frattura della sfera narcisistica della donna provoca nella stessa una reazione d’odio verso il marito, esplicitata in un’accesissima diatriba giudiziaria in sede civile, sfociata in seguito in numerose ma infondate denunce in sede penale.

Il culmine della vicenda arriva nel gennaio 2014, quando Giuseppe si vede bussare alla porta dalla Polizia che lo sottopone a perquisizione personale ed a fermo con l’infamante accusa di violenza sessuale perpetrata a danno del figlio Paride all’epoca dei fatti di 5 anni. A seguito della devastante notizia, Giuseppe si vede la propria vita sconvolta e tramutata in un vero e proprio inferno. Con un delicatissimo processo penale, che ha visto impegnata sin dai primi istanti l’energica ed attenta difesa dell’avvocato Luigi Malomo dello stesso foro di Castrovillari. Il legale, dopo aver espletato dinanzi al giudice per le indagini preliminari Annamaria Grimaldi l’incidente probatorio sul piccolo Paride, ha argomentato le proprie difese. Così s’è giunti ad un provvedimento d’archiviazione da parte del giudice Guglielmo Labonia. Tale decisione ha sollevato Giuseppe dall’enorme infamia mossagli dalla coniuge. Nel tempo, tutti gli altri processi penali intentatigli da Anna si sono conclusi con la sua piena assoluzione.

Nel corso degli anni però, le lungaggini dei procedimenti intentatigli capziosamente da Anna hanno fatto sì che la medesima attuasse una vera e propria alienazione genitoriale della figura paterna, tanto che Giuseppe non vede Paride da più di 4 anni.

Ma la giustizia, seppur lentamente, arriva. Lo scorso 27 luglio, infatti, il Tribunale di Castrovillari, in composizione collegiale, ha deciso sulla richiesta di separazione dei coniugi. Nel corso del procedimento, l’avvocato Malomo, supportato da una psicologa quale consulente di parte, la dottoressa Santina Palummo, ha richiesto al giudice la verifica sulla capacità genitoriale di Anna e sull’alienazione della figura paterna dalla vita del figlio Paride. Dopo una lunga attività istruttoria, il giudice Vincenzo Di Pede, accogliendo la valutazione del consulente tecnico d’ufficio, il noto psicologo giuridico Marco Pingitore esperto di fama nazionale sulle dinamiche d’alienazione parentale, con una sentenza storica per il Tribunale di Castrovillari capofila per tutti i tribunali d’Italia, ha sancito l’affidamento “super esclusivo” del figlio minore al padre disponendone l’immediato allontanamento dalla madre ed affidandolo per le cure del caso ad una struttura specializzata della provincia, vietando, inoltre, ad Anna, d’avere per un periodo di sei mesi, necessario per ristabilire l’integrità del minore, alcun tipo di contatto col figlio.

Unitamente all’addebito della separazione, alla condanna al risarcimento del danno ed alle spese processuali, il Tribunale ha condannato Anna alla corresponsione dell’assegno di mantenimento nei confronti del minore, che comunque resterà collocato presso la casa del padre il quale assumerà in autonomia ogni decisione relativa alla sua vita ed alle sue esigenze ordinarie e straordinarie inerenti l’educazione, l’istruzione e la salute.

L’augurio per Giuseppe e Paride è quello di poter vivere la loro vita con l’emozione e l’intensità di quell’abbraccio che avverrà tra padre e figlio dopo cinque lunghi ed interminabili anni di sofferenze.

 

 

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