I giudici del Tribunale del Riesame di Catanzaro hanno disposto la remissione in libertà per il noto imprenditore edile di Corigliano Rossano Pietro Paolo Oranges, di 56 anni, destinatario unitamente ad un nugolo d’altre persone d’una ordinanza applicativa di misura cautelare agli arresti domiciliari nell’ambito della maxinchiesta giudiziaria Comune accordo su un ritenuto cartello illegale che avrebbe presieduto, governato e truccato le gare d’appalto per lavori pubblici e pubbliche forniture presso l’ex Comune di Corigliano Calabro oggi fuso con Rossano nel nuovo Comune di Corigliano Rossano.

L’inchiesta è stata condotta dalla Guardia di finanza e coordinata dal procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla. Il ricorso al Tribunale della libertà per Oranges era stato presentato nei giorni scorsi da parte del suo difensore, l’avvocato Ettore Zagarese, e dallo stesso legale discusso nella mattinata di ieri. Oggi pomeriggio lo scioglimento della riserva posta da parte dei giudici, contenente il provvedimento attraverso il quale gli stessi hanno restituito la libertà personale ad uno dei principali indagati nell’ambito della maxinchiesta giudiziaria.

E con Oranges sale a tredici il numero dei liberati di Comune accordo (gl’imprenditori Damiano ed Antonio Perrone, di 62 e 33 anni, padre e figlio, restano però agli arresti domiciliari). Ciò, ovviamente, soltanto per quel che riguarda i titoli di custodia cautelare in ragione dei pericoli di fuga, reiterazioni dei reati ed inquinamenti delle prove, evidentemente ritenuti insussistenti per i giudici della libertà che hanno dunque scarcerato e liberato un così consistente numero d’indagati. Nel merito della maxinchiesta restano comunque tutti indagati appunto, ed è prevedibile che il procuratore Facciolla da qui a non molto ne chieda per tutti il rinvio a giudizio perché vengano mandati a processo. 

LEGGI ANCHE

Appalti truccati a Corigliano, esiti del Riesame per dodici indagati

 

Di admin