Le intercettazioni in mano alla Procura

L’architetto Tiziana Montera (foto), 45 anni, negli ultimi anni ha diretto, con contratto di consulenza esterna all’ex Comune di Corigliano Calabro, i settori Urbanistica e Lavori pubblici dell’ente che dallo scorso 31 marzo è istituzionalmente fuso con l’ex Comune di Rossano nell’attuale Comune di Corigliano Rossano. Montera figura tra i 55 indagati della maxinchiesta “Comune accordo” sul ritenuto cartello illecito d’imprese che per anni avrebbe pilotato e truccato gli appalti pubblici nell’ex Comune di Corigliano.

Un’articolata indagine condotta dalla Procura di Castrovillari diretta da Eugenio Facciolla e, sul campo, dalla Guardia di finanza del Gruppo di Sibari, della sottoposta Compagnia di Rossano e della Tenenza di Corigliano. Sul capo dell’architetto coriglianese dal 12 luglio scorso pende la misura cautelare dell’obbligo di presentazione e firma alla polizia giudiziaria disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale castrovillarese Luca Colitta. Lo stesso primo giudice nella voluminosa ordinanza applicativa della quarantina di misure cautelari nei confronti d’altrettanti indagati della stessa maxinchiesta, la descrive come una vera e propria garante del supposto sistema illecito che avrebbe governato i lavori pubblici a Corigliano.

Emblematico il caso di Piazza Giovanni Paolo II nota come Piazza Salotto ed ubicata al centro della centralissima frazione Scalo, interessata da un importante intervento di riqualificazione urbana, e dove, contestualmente, un facoltosissimo imprenditore edile, Pietro Paolo Oranges, 56 anni, anch’egli indagato ed agli arresti domiciliari, ha ottenuto dall’ex Comune di Corigliano Calabro il permesso per costruire un imponente stabile. La cui scala d’ingresso – questa l’accusa del procuratore Facciolla a lui e ad altri indagati – ha di fatto cancellato dalla toponomastica cittadina una strada pubblica, Via Vittorio Alfieri.

Ma vediamo “in viva voce” il ruolo dell’architetto Montera nella faccenda finita nell’occhio del ciclone giudiziario. Scrive il gip Colitta: «Inequivocabile la conversazione relativa all’affidamento diretto alla CO.GE.T., successivo all’approvazione di ben due varianti, di ulteriori lavori nell’ambito dell’appalto per la riqualificazione dello Scalo di Corigliano».

Lo stesso giudice riporta una conversazione captata dai finanzieri tra l’architetto Montera ed il coindagato architetto Aurelio Armentano, 54 anni, coriglianese con importante studio a Firenze e direttore dei lavori di Piazza Salotto

«Parlano del prossimo consiglio comunale.

MONTERA: Allora…che cosa mettiamo, diciamo…che cosa facciamo venire fuori, le questioni che sollevano è questa…ma Via Alfieri è pedonale, carrabile, sempre la solita questione.

ARMENTANO: Ed io l’ho scritto.

MONTERA: Tu l’hai descritto molto bene che…esatto…e lo voglio fare che, altra questione è sulle lavorazioni di Via Alficri…..furono stralciatc le lavorazioni, anzi, in questa perizia di variante le vogliamo anche inserire. Quindi facciamo una variante sì urbanistica ma anche rispetto a delle nuove.

ARMENTANO: (Incomprensibile)

MONTERA: Però le…(Incomprensibile)…già ora!!! Io già mo dovrei dirti come vcrrànno? Non puoi dirlo nel quadro economico che verrà…prima della gara.

ARMENTANO: Non so, dimmi tu.

MONTERA: Possiamo fare.

ARMENTANO: Secondo me. 

MONTERA: Ma tu riesci a compensare, cioè tu quante lavorazioni hai ancora da fare? Quante ne sono?

ARMENTANO: Ascolta, ce l’ho scritte, ora ti do dei numeri…ma io.

MONTERA: Tu domani verrai.

ARMENTANO: Non forniture e servizi, tra forniture e servizi noi riusciamo a farli.

MONTERA: E…(Incomprensibile)…servizi e lavorazlonl, se tu dovessi togliere qualcosa da una parte.

ARMENTANO: Esatto. 

MONTERA: E come, ci riesci? 

ARMENTANO: Sì. Lo avevamo già pianificato questo…(Incomprensibile)…ci sono altre recinzioni e panchine.

MONTERA: (Incomprensibile)

ARMENTANO: Lampioni…esatto…io la posso gestire.

MONTERA: Ma ci riesci?

ARMENTANO: Questa cosa la posso gestire, capito? 

MONTERA: Va bene.

ARMENTANO: Se poi…Via Alfieri se c’è tutto sto…sto casino ora…non è più pensabile di fare una convenzione. 

MONTERA: Nooo, ormai sto cretino ormai si è bruciato tutte le carte. 

ARMENTANO: Ma…(Incomprensibile)

MONTERA: Nooo…(Incomprensibile)

ARMENTANO: E allora dobbiamo fare in qualche maniera.

MONTERA: Dobbiamo…quella somma lì.

ARMENTANO: Dobbiamo cercare di…o..di..di vedere un attimino.

MONTERA: Quindi noi abbiamo Piazza Valdastri da sistemare…(Incomprensibile) 

ARMENTANO: Sì, ma non possiamo attingere da qualche…ti ricordi quando dicevi che…(Incomprensibile) 

MONTERA: Però…che succede….noi intanto adesso dobbiamo …chiu…cioè…sai perché non conviene? Perché se noi diciamo che non abbiamo le lavorazioni per piazza…per Via Alfieri, questa circostanza vuol dire che Via Alfieri è fuori dai Pisu…il fatto che sia inglobata e poi quello non ci fa i lavori, non c’è più l’interesse pubblico per cui debba essere inglobata…cioè intanto tu giustifichi un interesse pubblico…ma ci fai dei lavori…non è che puoi dire…si fa parte della piazza però non ci faccio i lavori…cioè li faccio dopo, motivo per il quale per esempio anche sul fatto delle ferrovie…(Incomprensibile)

ARMENTANO: Se…ascolta…..cc la facciamo a farla …dai!!! Ovviamente che non butto giù il massetto…

MONTERA: E però quello tu mi hai detto ehhhh…(Incomprensibile)

ARMENTANO: Lo so…vabbè ho capito…(Incomprensibile)…Vabbene dai. 

MONTERA: Allora…su le prescrizioni che ha esso…(Incomprensibile)…diverso…insomma.

ARMENTANO: Sì, ma quello…il muretto, le cose… 

MONTERA: Ce la facciamo? A Vercillo lo dobbiamo tenere dentro perché sennò…»

Scrive ancora il gip Colitta: «Particolarmente allarmante, sotto il profilo dell’attualità del pericolo di reiterazione del reato, appare la circostanza che non solo gli imprenditori afferenti al “cartello”, ma anche i funzionari del Comune continuino in maniera spregiudicata a perpetrare gli illeciti, nonostante la piena consapevolezza dell’indagine in corso. La conversazione appena richiamata, infatti, sempre a titolo esemplificativo, è successiva a quella (del 24.11.2016), in cui la Montera, ignara di essere sottoposta ad intercettazione ambientale, afferma testualmente: “Quindi praticamente tutti i progetti dove c’è Perrone sono stati sequestrati, tra cui anche questo. Mo questo l’aspetto. La vicenda proprio Piazza Salotto eeeee di là se tu vedi nella relazione che hanno mandato i tecnici a fare il sopralluogo, sono stati interrogati dalla Guardia di Finanza, quindi non ci dobbiamo andare leggeri (“fissiare”) sulla cosa”. Nonostante tale consapevolezza, la Montera ed il direttore dei lavori Armentano non recedono dai loro propositi illeciti, tanto da programmare l’affidamento diretto alla CO.GE.T. mediante le consuete condotte fraudolente (si vedano le seguenti frasi pronunciate dalla Montera nelle conversazioni n. 1949 e 1950, sopra richiamate): “Non dobbiamo dire che stiamo facendo una variante ulteriore in termini di lavorazioni, noi dobbiamo lavorare con la voce forniture e servizi. Deve venir fuori che noi non stiamo sforando sulla variante del 5%»

Franco Vercillo, 56 anni, ingegnere funzionario dell’attuale Comune di Corigliano Rossano, figura tra gl’indagati ed è sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari. 

Damiano Perrone, 62 anni, imprenditore coriglianese titolare d’una ditta di lavori pubblici, è ritenuto tra i promotori del presunto cartello illecito d’imprese creato al fine d’aggiudicarsi le gare d’appalto presso l’ex Comune di Corigliano Calabro sbaragliando ogni tipo d’eventuale concorrenza. Tra i principali indagati della maxinchiesta, è detenuto in carcere. 

Da domani presso il Tribunale di Catanzaro sono previste le udienze dinanzi ai giudici del Riesame che su istanza da parte degl’indagati dovrà pronunciarsi in ordine alle misure cautelari loro applicate da parte del gip Colitta. Tutti gl’indagati durante gl’interrogatori di garanzia tenutisi la scorsa settimana dinanzi allo stesso gip si sono protestati innocenti e tali vanno considerati fino all’ultimo grado di giudizio. 

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