Una calda, anzi rovente quanto lunga settimana sta per chiudersi tra la Città di Corigliano Rossano e il vicino Comune di Cariati. Una settimana che ha visto molte persone “in vista” tra amministratori politici, imprenditori, funzionari comunali e professionisti, costrette ad una poco onorevole trasferta in quel di Castrovillari, e, precisamente, negli ostici ambienti del Tribunale. Sono gl’indagati delle due maxinchieste giudiziarie condotte dalla Procura guidata da Eugenio Facciolla e denominate Comune accordo e Feudalitas

sui presunti appalti truccati che hanno scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora nell’ex Comune di Corigliano Calabro (dallo scorso 31 marzo istituzionalmente fuso con l’ex Comune di Rossano), con una patata bollentissima pure a Cariati che ha praticamente bruciato la sindaca Filomena Greco, rieletta appena quaranta giorni fa e da un paio sospesa dalla carica elettiva per effetto dell’apposita norma della cosidetta “Legge Severino” fatta scattare dalla misura cautelare del divieto di dimora a Cariati ed a Corigliano Rossano emessa nei suoi confronti da parte del giudice per le indagini preliminari Carmen Ciarcia e notificata martedì 17 luglio scorso unitamente ad altre 4 misure cautelari nei confronti d’altrettante persone di Cariati e Corigliano Rossano.

Una settimana rovente, dunque, e non solo e soltanto per le altissime temperature registrate dai termometri a queste latitudini, ma anche e soprattutto per quanto è scritto nero su bianco nei due voluminosi incartamenti giudiziari. Cui va aggiunto quello dell’altra maxinchiesta, quella denominata Flumen luto, in latino letteralmente Fiume di fango, riguardante gli effetti e soprattutto le cause della devastante alluvione del 12 agosto 2015 a Corigliano Rossano coi suoi 195 indagati diversi dei quali anch’essi eccellenti, accusati d’un lungo rosario d’abusi in edilizia tutti direttamente collegati al reato di disastro colposo contestato a tutti da parte del procuratore Facciolla. Ma quest’inchiesta – che è proprio quella che lo scorso 5 luglio ha aperto le poco allegre danze giudiziarie joniche – merita un discorso a parte dal momento che a carico dell’enorme numero d’indagati non sono in atto misure cautelari personali ma soltanto un decreto di sequestro preventivo d’un centinaio d’immobili emesso d’urgenza da parte dello stesso procuratore Facciolla e del suo sostituto Valentina Draetta.

Dopo il clamore dei 23 arresti di giovedì 12 luglio scorso, lunedì 16 in Tribunale sono cominciati gl’interrogatori di garanzia da parte del giudice per le indagini preliminari Luca Colitta nei confronti di quegl’indagati tra i 55 complessivi della maxinchiesta Comune accordo gravati da misure cautelari che vanno dal carcere agli arresti domiciliari, dall’obbligo di presentarsi quotidianamente dinanzi alla polizia giudiziaria fino alla sospensione dal pubblico servizio riguardante diversi funzionari dell’attuale Comune di Corigliano Rossano. Gl’interrogatori tenuti dal gip Colitta alla presenza ovviamente degli avvocati difensori degli stessi indagati che hanno risposto a domande e contestazioni dello stesso primo giudice, si sono conclusi proprio nella giornata odierna. Adesso il nutrito collegio difensivo della maxinchiesta Comune accordo (composto, tra gli altri, dagli avvocati Antonio Fusaro, Luigi Malomo, Ettore Zagarese, Enzo Belvedere, Gianluca Serravalle, Enzo Galeota, Raffaella Accroglianò, Antonio Pucci, Natale Mangano) è concentrato sull’importante appuntamento giudiziario presso il Tribunale del Riesame di Catanzaro, le cui prime 14 udienze per la discussione dei relativi ricorsi presentati da parte degl’indagati sono già fissate a partire da mercoledì 25 luglio prossimo.

Stamane, invece, dinanzi al gip Ciarcia presso il Tribunale di Castrovillari, sono sfilati per gl’interrogatori di garanzia i 5 indagati della maxinchiesta Feudalitas che ha travolto il Comune di Cariati, tra cui la sindaca sospesa. E pure per loro si profilano presto le udienze di riesame presso il Tribunale di Catanzaro.

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