Il ritenuto affido diretto irregolare del servizio raccolta e smaltimento dei rifiuti alla Ecology green di Corigliano Rossano in danno d’un’altra società del crotonese che s’è rivolta al Tribunale amministrativo regionale di Catanzaro per richiederne l’annullamento, è al centro dell’indagine che ha portato il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari Carmen Ciarcia, ad emettere cinque misure cautelari nei confronti d’altrettante persone di Cariati e di Corigliano Rossano, ritenute responsabili a vario titolo del presunto appalto truccato. Tra le quali la 52enne Filomena Greco (foto), la stessa sindaca appena rieletta del Comune di Cariati ove sono avvenuti i fatti.

Il Tar si pronuncerà il primo agosto prossimo. Sono in tutto cinque le persone finite nell’ordinanza cautelare eseguita ieri mattina dalla Guardia di finanza su richiesta della Procura di Castrovillari guidata da Eugenio Facciolla, compresa la sindaca Greco: Adolfo Benevento, 67 anni, di Cariati, Antonio Fusaro, 46 anni, di Corigliano Rossano, Giuseppe Fanigliulo, 45 anni, di Cariati, e Cristoforo Arcovio, 69 anni, di Corigliano Rossano.

Secondo le accuse, la sindaca Greco, Benevento e Fanigliulo in qualità di dirigenti dell’area tecnica del Comune, Fusaro in qualità d’amministratore unico della Ecology green ed Arcovio, di fatto responsabile amministrativo della stessa società coriglianese, avrebbero «dato esecuzione ad un disegno criminoso ponendo in essere accordi collusivi e mezzi fraudolenti» in merito alla gestione della raccolta dei rifiuti nel Comune. Lavoro affidato prima provvisoriamente per due mesi al prezzo di 125mila euro, che provocò il recesso del contratto con la De.Ri.Co. New geo Srl di Crotone, precedente affidataria dell’appalto pubblico e con la quale fu rescisso il contratto senza giusta causa. Questo avrebbe permesso alla sindaca Greco d’emettere un’ordinanza d’urgenza al fine d’individuare una nuova società operante nella raccolta dei rifiuti per fronteggiare l’emergenza sanitaria, secondo l’accusa solo apparente, giustificando così l’affidamento dei lavori alla Ecology green. Affidamenti diretti e successive proroghe che fruttarono circa un milione d’euro dall’agosto del 2016 al dicembre del 2017.

Il gip Ciarcia ritiene vi siano gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei cinque indagati, sulla base della documentazione raccolta dai finanzieri e soprattutto sulla scorta delle intercettazioni telefoniche «dirette a definire le dinamiche relazionali ed il quadro probatorio a carico degli stessi indagati». Per il gip emerge come la sindaca Greco, i due dirigenti Benevento e Fanigliulo e i due rappresentati della Ecology green, «abbiano dato vita ad un accordo collusivo volto a condizionare le modalità di scelta, da parte del comune di Cariati, del soggetto a cui affidare, in via diretta, nell’agosto del 2016, il servizio di gestione dei rifiuti solidi urbani». Per il giudice i cinque indagati avrebbero danneggiato economicamente il Comune di Cariati, provocando un illegittimo vantaggio economico alla Ecology green. La storia giudiziaria, però, parte dall’insediamento della sindaca Greco, quando viene cambiato il dirigente dell’Area tecnica, perché quello precedente non sarebbe stato ritenuto adeguato a svolgere la mansione comunale. Essendo un Comune con un bilancio preoccupante, la sindaca avrebbe dovuto procedere ad individuare le figure preposte all’interno dell’ente stesso, senza ricorrere prima a Benevento e poi a Fanigliulo, quest’ultimo ex progettista e direttore dei lavori in collaborazione con Cataldo Greco, fratello del sindaco, relativamente a due immobili industriali, di proprietà della iGreco Srl, per un importo pari a 10milioni di euro. Siamo nel 2006. Alla De.Ri.Co. New geo Srl nel 2014 il Consiglio di Stato aveva notificato il provvedimento dell’interdittiva antimafia. Notizia che al Comune di Cariati s’apprende nel 2016, quando la Prefettura di Crotone invia una comunicazione all’ente stesso. Succede che Antonio Fusaro, così come dichiarato alla Finanza, viene convocato ad agosto del 2016 dai Greco, i quali gli chiedendono se fosse disponibile a svolgere il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani di Cariati, cosa che avvenne qualche giorno dopo.

Le indagini della fiamme gialle hanno evidenziato «come non siano state interpellate altre ditte, con conseguente esclusione della procedura adottata di ogni altro operatore economico, a discapito di ogni meccanismo concorrenziale secondo il codice dei contratti pubblici». L’atto della sindaca di Cariati, riferiscono gl’inquirenti, doveva intendersi come provvisorio, in attesa di bandire una regolare gara d’appalto. Ma così non è stato. Inoltre, il gip Ciarcia evidenzia come una volta ricevuta l’informazione dell’interdittiva antimafia alla De.Ri.Co New geo, «il Comune di Cariati non fosse obbligato a recedere il contratto, ma, piuttosto, avrebbe dovuto valutare se il servizio di gestione dei rifiuti rappresentasse o meno un servizio essenziale per il proseguimento dell’interesse pubblico e, soprattutto, se il soggetto che lo svolgeva (la De.Ri.Co New geo) potesse o meno essere sostituito in tempi rapidi». Ciò comporta che Benevento, secondo il gip, avrebbe falsamente attestato che in presenza dell’interdittiva antimafia fosse necessario interrompere il contratto con l’impresa coinvolta. E questo, sempre secondo il gip, «non è frutto di un errore nell’interpretazione della norma, poiché» l’indagato «richiamando il D.lgs n. 159/2001 dimostra di essere a piena conoscenza del Codice Antimafia e, soprattutto, ha un’importante esperienza professionale come risulta dalla delibera della Giunta provinciale di Crotone». Benevento infatti fino al 2005 fu responsabile dell’Ufficio urbanistica ed edilizia del comune di Cariati per poi passare nel 2005 al settore Lavori pubblici, Viabilità ed Infrastrutture della provincia di Crotone. Nella propria ordinanza il gip Ciarcia fa rilevare che «il sindaco e il suo contesto familiare (i fratelli Saverio e Giancarlo Greco) hanno un rapporto di amicizia con i funzionari alternatisi alla guida dell’area tecnica del Comune di Cariati», vale a dire Benevento e Fanigliulo. «A ciò va aggiunto il rapporto di sudditanza sia di Fanigliulo e Benevento rispetto a Filomena Greco». Mentre «Arcovio ha un rapporto politico e di amicizia con Saverio Greco; ha, altresì, un rapporto confidenziale con Benevento e Fanigliulo, con i quali, nel corso del periodo di intercettazione, si è rapportato come rappresentante de facto della Ecology Green e referente di Fusaro». E ancora, aggiunge il gip: «Fanigliulo, architetto, attuale Responsabile unico del procedimento della gara in questione, presta attività professionale in favore della società iGreco Ospedali riuniti Srl, di cui, tra l’altro, Saverio Greco è socio, per la realizzazione del progetto relativo ad una struttura sanitaria privata a Cariati». E infine «Antonio Fusaro ha un rapporto confidenziale con Saverio Greco, fratello del sindaco».

Gravi indizi di colpevolezza, nonché possibile reiterazione del reato, vista la necessità d’appaltare nuovi lavori nel comune di Cariati: così il gip Carmen Ciarcia spiega i motivi per i quali la sindaca Greco dovrà restare lontana dal Comune da lei guidato e dalla nuova Città unica di Corigliano Rossano, residenza degli altri indagati. «Nei confronti di Filomena Greco la necessità di interrompere i legami con l’ambiente di riferimento e gli altri indagati, rende necessaria l’applicazione della misura cautelare del divieto di dimora nei comuni di Cariati e Corigliano Rossano, tanto nella esigenza di far cessare il consorzio criminale derivante dal collegamento, personale e funzionale, con i coindagati Arcovio e Fusaro», quest’ultimo interdetto temporaneamente dall’esercizio dell’attività di impresa ed al quale è stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza, ovvero Corigliano Rossano. A Giuseppe Fanigliulo, oltre all’obbligo di dimora nel comune di Corigliano Rossano, il gip ha applicato l’interdizione dai pubblici uffici, che non è stato possibile applicare alla sindaca Greco in quanto il ruolo ricoperto proviene da investitura popolare. Benevento oggi è in pensione e visto che non ricopre incarichi pubblici, dovrà rispettare solo il divieto di dimora nei comuni di Cariati e Corigliano Rossano, mentre a Cristoforo Arcovio è stata applicata la misura della interdizione temporanea dall’esercizio dell’attività d’impresa per la durata d’un anno e l’obbligo di dimora nel Comune di Corigliano Rossano.

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