Diamo i numeri: 54 tra amministratori politici (i presidenti in carica dall’anno 2009), dirigenti e funzionari della Provincia di Cosenza, della Regione Calabria (i componenti il Comitato tecnico dell’autorità di bacino), 20 tra amministratori politici (i sindaci in carica dall’anno 2009), dirigenti e funzionari degli ex Comuni di Corigliano Calabro e Rossano – oggi unico Comune – circa 120 tra noti imprenditori nel settore dell’edilizia privata, e cittadini vari che hanno edificato ove assolutamente non potevano.

Vi sono numerosi nomi illustri, eccellenti, tra le per nulla onorevoli maglie dell’inchiesta Flumen luto (dal latino, fiume di fango), che stamane ha visto finire sotto sequestro persino aree pubbliche, come talune piazze, ad opera dei carabinieri forestali del Comando provinciale di Cosenza coordinati dalla Procura di Castrovillari: 100 tra terreni agricoli, manufatti e fabbricati che insistono negli alvei dei fiumi e nelle fasce di rispetto delle aree a rischio idrogeologico.

È l’inchiesta post-alluvione del 12 agosto 2015 – l’evento terribile che ha messo letteralmente in ginocchio l’intero vastissimo territorio di Corigliano Rossano – le cui gravissime ferite, a distanza di tre anni, sono ancora e tuttora visibilissime. Sono 195 complessivamente gl’indagati.

PARLA IL PROCURATORE FACCIOLLA «Il territorio è stato violentato», ha detto il procuratore capo di Castrovillari Eugenio Facciolla in merito a quanto emerso nel corso dell’inchiesta: «Abbiamo sequestrato terreni, fabbricati, interi condomini, servizi commerciali e anche piazze – afferma l’inquirente – perché in quel di Corigliano c’è pure una piazza che è completamente abusiva, fatta in spregio al territorio, hanno costruito nel fiume, hanno chiuso un intero alveo di 16 metri, riducendolo a due metri, per fare piazze e palazzi, favorendo certamente qualcuno. Il territorio è stato violentato ed è venuta a galla questa situazione proprio per i danni che ci sono stati e, mi spiace dirlo, l’alluvione è stata l’occasione per evidenziare quello che è stato fatto, o non fatto, negli anni. Gl’indagati – ha proseguito Facciolla – riguardano anche le amministrazioni comunali di Corigliano e Rossano, ma anche l’amministrazione provinciale di Cosenza, funzionari ed anche esponenti politici, perché queste situazioni si legano a questioni elettorali, creano consenso, e le notifiche sono ancora in corso. Questo è un primo troncone, ma chiuderemo un altro grosso troncone dell’inchiesta entro settembre»

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