Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera aperta della professoressa Dora Trinchi di Sibari (foto), presidente dei Liberaldemocratici della Calabria di cui è responsabile nazionale del Dipartimento pubblica istruzione. La lettera è indirizzata al provveditore agli studi di Cosenza, al capo dell’ufficio scolastico della Regione Calabria, al prefetto di Cosenza, al presidente della Giunta regionale della Calabria ed all’assessore regionale alla Pubblica istruzione:

«Dopo aver appreso degli ulteriori tagli che interesseranno le scuole della Regione Calabria, dove si chiuderanno le classi con un numero esiguo di alunni, mi sento in dovere di esprimere il grande disappunto mio personale e delle persone interessate. Pertanto mi faccio portavoce e chiedo, a nome dei bambini e  dei genitori che ne subiranno le conseguenze in termini di difficoltà e disagi, di non impoverire ulteriormente territori carenti di servizi e di simboli Istituzionali avviando la chiusura di plessi scolastici che in alcune zone rappresentano, molto spesso, l’unico presidio di legalità.

Chiedo, perciò,  a Voi, provveditore agli studi, capo dell’ufficio scolastico regionale, prefetto, assessore regionale Pubblicaistruzione  e governatore della Calabria, di fare fronte comune e adoperarvi per ripristinare la dicitura “Territorio a rischio” per quelle zone della Calabria dove la povertà, la mancanza di lavoro e il malaffare sono le uniche certezze. L’angoscia di non poter sfamare la propria famiglia attanaglia la mente e il cuore di padri e madri che in questo caso si vedrebbero costretti a farsi carico di una ennesima difficoltà quale quella di dover provvedere al trasporto dei figli in istituti scolastici più lontani.

Vi chiedo di sostenere la scuola, settore fortemente penalizzato, almeno tutelando i territori a rischio equiparandoli alle minoranze linguistiche in modo da averne eguali agevolazioni. Anche se la normativa vigente lo impone non rendetevi responsabili di ulteriore degrado e impoverimento in questa terra tanto martoriata, sono

le persone che occupano posti come i vostri che devono imporsi e dire no alla logica degli interessi economici dello Stato per garantire ai cittadini i servizi basilari. Tale richiesta è avvalorata dalla paura di vivere in zone ad alta criminalità come quella in cui vivo io, infatti, qui a Sibari, pochi giorni fa sono state arrestate sette persone sotto gli occhi di bambini che hanno raccontato, spaventati e desiderosi di conforto e protezione, i blitz dei carabinieri. Sempre pochi giorni fa si è assistito all’uccisione di un noto boss mafioso.

Potremmo parlare all’infinito di questa triste realtà in Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose e commissariati. Ma sicuramente sarete a conoscenza di tutto ciò e del malessere profondo che affligge la Calabria e i calabresi, per questo prego tutti Voi di sopperire all’assenza dello Stato riconoscendo l’importanza assoluta della scuola per la società e mantenedo aperti più plessi possibili, per offrire più istruzione e più cultura al fine di formare le nuove generazioni e sottrarre manovalanza alla ‘ndrangheta.

Confido che la mia richiesta Vi induca a riflessione e Vi faccia agire per il bene del territorio e dei giovani che rappresentano il futuro. In attesa di un vostro riscontro porgo cordiali saluti». Dora Trinchi

 

 

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