Ecco come s’autoamplifica una notizia, fino al bis. I numeri: oltre ottomila letture sul Blog di Rossano, quasi duemila sul Blog di Corigliano, un migliaio rispettivamente sul nuovo blog cittadino Coriglianorossano.blog e su Sibarinet.it. Altri numeri: centoquaranta commenti sulla pagina Facebook del Blog di Rossano, oltre una ventina su quella del Blog di Corigliano e circa una ventina su quella di Sibarinet.it, oltre ad alcuni commenti sui siti stessi. Oltre, ovviamente, a svariati post con relativi commenti sui profili Facebook di numerosi utenti della zona. Ed è proprio il social network di Facebook a rivelarsi come l’amplificatore della notizia d’AltrePagine di sabato scorso, riguardante un personaggio pubblico, la parlamentare locale del Movimento 5 Stelle Elisa Scutellà (foto). Suo malgrado.

E l’onorevole non passa l’esame d’avvocato 

Non ci aspettavamo certo fiori e confetti dal mondo social, perché nel mondo reale che ci sta dietro ci sono altri numeri, ben più imponenti ed importanti delle nostre stesse notizie: oltre il 50% dei voti dei cittadini di questo territorio alle elezioni Politiche dello scorso 4 marzo sono stati tributati proprio al Movimento 5 Stelle, compreso il nostro benché soltanto sulla scheda per la Camera dei deputati. Noi stessi, quindi, siamo elettori d’Elisa Scutellà. Come anche i ricchi piangono pure i giornalisti votano e ciò non c’inibisce affatto di continuare, come sempre, a svolgere la nostra professione. Che è quella di dare notizie di pubblico interesse. E la notizia riguardante una parlamentare della Repubblica Italiana, nella Repubblica Italiana è di strapubblico interesse, contrariamente alla repubblica turca che ieri ha rieletto il presidente Erdogan senza l’informazione libera e con gli oppositori politici in carcere.

Cari commentatori, ci corre l’obbligo di chiarire un paio di cosette a (quasi) tutti voi. AltrePagine è il blog d’un giornale regolarmente iscritto al registro della stampa del Tribunale di Castrovillari sin dal 2011 e da noi diretto. Quindi – e qui ci rivolgiamo direttamente a quelli disattenti a ciò che esattamente compare sulle pagine Facebook dei blogAltrePagine non scrive anonimi post sui blog di Corigliano Rossano e della Sibaritide come invece accade attraverso numerosi profili Facebook fasulli perché privi di nomi e cognomi “credibili”, bensì vi posta i suoi articoli. Che, quando non recano alcuna firma, sono sotto la responsabilità penale e civile del direttore, altro che anonimato!

Nello specifico, s’è trattato d’una notizia riguardante un personaggio pubblico, un politico, quindi di strapubblico interesse, altrochè! Alla stessa stregua fenomenologica (non di merito, ci mancherebbe!) del colore delle lenzuola di Berlusconi e della nipote marocchina dell’ormai famigerato presidente egiziano Mubarak, per fare un unico comprensibilissimo esempio sulle migliaia che abbiano letto in questi ultimi vent’anni su tutti i quotidiani nazionali.

Quale dovrebbe essere il “problema” d’AltrePagine, forse quello d’inibirsi a svolgere la propria attività d’informazione perché talvolta esposti al cospetto d’una esigua minoranza delle sue migliaia di lettori piuttosto provinciale, per non dire rionale o da campo sportivo della parrocchia, in questo caso quella dello stravotato Movimento 5 Stelle? Che – è del tutto evidente – sta allevando una rigenerazione di fascisti che invoca il Governo e/o la maggioranza parlamentare che lo sostiene di “regolamentare” (così è scritto in numerosi commenti) l’attività della libera stampa.

Tenendo ben presenti le parole che ci va ripetendo in ogni santa occasione pubblica e privata il presidente regionale per la Calabria dell’Ordine nazionale dei giornalisti, la nostra guida calabrese Giuseppe Soluri, noi che lo siamo dobbiamo continuare ad essere giornalisti pure sui social media network, in primis su Facebook che è quello al momento di gran lunga più in voga.

Per concludere, non possiamo non evidenziare come tra i commentatori vi siano stati fascisti autodichiarati come il fratello d’un ex sindaco, come il fratello d’uno ‘ndranghetista da circa un decennio recluso in carcere perché condannato definitivo per associazione mafiosa ed omicidi il quale non ha perso occasione di fare implicito riferimento a un nostro libro pubblicato nel 2012 dal titolo ’Ndrangheta (ex) padrona, e l’“educatissimo” rampollo d’un aspirante sindaco che assai di recente non è riuscito a polarizzare un po’ di voti per far eleggere l’altra rampolla in consiglio comunale.

È possibile che “i nostri eroi” riusciranno a “regolamentarci”, ma noi non ci fascistizziamo. Anzi al contrario, i fascismi – noi – li combattiamo.

 

 

 

 

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