Quando abbiamo visto on line una lettera dell’ex sindaco dell’ex Comune di Corigliano Calabro Giuseppe Geraci (foto) al commissario prefettizio della Città di Corigliano Rossano Domenico Bagnato, abbiamo pensato: ecco, finalmente spiegherà il perché del suo voto, nell’assemblea dell’Autorità idrica della Calabria, al Comune di San Giovanni in Fiore, e del perché non si è raccordato col collega ex sindaco di Rossano Stefano Mascaro per far eleggere la più grande città della provincia, Corigliano Rossano appunto, nell’organismo direttivo dell’ente regionale per l’approvvigionamento idrico.

Si sussurra che Mascaro potrebbe avergli fatto degli sms sull’argomento, rimasti senza risposta! Ma a quanto pare ci siamo sbagliati in pieno che Geraci parlasse dell’argomento, decidendo di mantenere un colpevole silenzio.

Nella propria lettera ha indirizzato tutta la propria attenzione sulla questione economica, finanziaria e contabile riguardante i due ex Comuni oggi fusi. In particolare, col consueto stile felpato da sacrestia, quando forse occorrerebbe più vigore, l’ex sindaco di Corigliano scrive alla nuora (il commissario prefettizio) affinché la suocera (l’ex sindaco di Rossano) intenda! In ben due passaggi, emergono infatti due gravi e formali carenze imputabili all’ex Comune di Rossano e quindi all’ex sindaco Mascaro, che si sostiene potrebbero essere addirittura causa di dissesto finanziario. E la cosa non può che preoccuparci tutti. Inoltre, e ciò sarebbe davvero un caso di scuola o di manicomio: un nuovo Comune nato in dissesto finanziario, e, quindi, nato morto!

Restiamo in attesa di conoscere gli sviluppi delle preoccupate esternazioni di Geraci che ci auguriamo vengano estese a tutti gli altri grandi temi di cui si stanno occupando i commissari…

 

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