Chi credeva che il commissario prefettizio della nuova città di Corigliano Rossano, Domenico Bagnato, dall’alto della sua veneranda età si sarebbe limitato al disbrigo della posta, sta avendo una solenne smentita dai fatti. Stando proprio ai fatti, sembrerebbe che lui ed i suoi sub-commissari (nella foto, a sinistra Emanuela Greco, a destra Domenico Giordano ed al centro lo stesso Bagnato) si stiano caratterizzando per iperattivismo, addirittura ben oltre i normali parametri decisionali che caratterizzano gli organi non elettivi.

Si tratta di decisioni strategiche che caratterizzeranno e segneranno il territorio per un periodo che va ben oltre i tempi della gestione commissariale. Si pensi al noto Hot spot per i migranti da allocare nel perimetro di quel porto che in altro proclama lo si considera volano di sviluppo turistico ed economico della città e dell’intero comprensorio della Sibaritide. Allora, alla faccia della coerenza, ci si domanda come potranno coesistere le due iniziative, certamente in conflitto l’una con l’altra. Ed a proposito di conflitti – questa volta d’interessi – gira voce che sul progetto dell’Hot spot gravitino ricchi interessi. Che essi abbiano contribuito all’accelerazione?

Altro grande tema, quello dello sviluppo urbano sostenibile della nuova città, attraverso l’annunciata presentazione di un progetto grandioso in cui sarebbero stati coinvolti cittadini ed associazioni. Bene, se ciò serve ad essere inseriti in una graduatoria per attingere a futuri fondi non si può che essere d’accordo. Ma su un argomento così sensibile l’unico organo legittimato a decidere, considerata l’ormai metabolizzata mancanza di un piano di fattibilità che ab origine doveva precedere il referendum che ha determinato la nascita della nuova città, non potrà che essere il prossimo Consiglio comunale che subentrerà ai commissari.

 

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