Complimenti alla Sherlock Holmes in gonnella Graziella Algieri per aver fornito le prove di quello che lei stessa, qualche giorno fa, aveva definito gaddianamente un “pasticciaccio”. Ora con le prove inconfutabili che l’ex sindaco dell’ex Comune di Corigliano Calabro Giuseppe Geraci (foto), nell’elezione per l’organo amministrativo dell’Autorità idrica della Calabria non ha votato per la sua città, ma, molto probabilmente, anzi sicuramente, per il Comune di San Giovanni in Fiore, la vicenda si tinge inevitabilmente di giallo.

Emblematico sul punto è il silenzio di Geraci, il quale ha ritenuto di non proferire parola sul più che eloquente affondo subito da parte della Algieri. Ora che la battagliera avvocatessa ha esibito le carte a conferma che Geraci ha votato e che l’ex Comune di Corigliano Calabro ha ottenuto zero voti, che gli altri comuni di Fascia A i cui sindaci hanno votato hanno avuto i seguenti suffragi, San Giovanni in fiore 2, Rende 1, Paola 1, Montalto 1, Acri 1, restiamo oltremodo curiosi e chiediamo di conoscere il perché di questo mistero buffo e di questo alto tradimento, ovvero sapere perché o in cambio di quale beneficio (per il suo Comune naturalmente) Geraci ha votato per il Comune del presidente della Regione Calabria Mario Oliverio.

Un appunto va rivolto anche all’ex sindaco dell’ex Comune di Rossano Stefano Mascaro, risultato assente ed il quale quindi non ha votato. Bastava andare insieme ed uno dei due ex comuni sarebbe stato il primo eletto ed avrebbe portato in dote alla nuova Città di Corigliano Rossano il primo riconoscimento importante dopo la fusione. Sul “caso Aic” Geraci e Mascaro non possono continuare con questo assordante silenzio, ci forniscano le loro versioni e saremo ben lieti di giustificarli, se ci convinceranno.

 

 

Di admin