Ieri sera, in piena crisi politica nazionale, abbiamo voluto fare un esperimento locale. L’abbiamo fatto attraverso un post su Facebook, d’altronde pure le dichiarazioni di taluni big della politica nazionale vengono autorilasciate attraverso questo infernale social network persino con orribili selfie formato video.

Così, sul nostro profilo personale, abbiamo scritto e pubblicato: «Leggo una serie d’assurdità d’importanti esponenti del Movimento 5 stelle eletti in Parlamento nel mio territorio. Costoro, persone stimabili, sicuramente perché eccitate all’idea del cosiddetto governo del cambiamento, probabilmente ancora non hanno realizzato il fatto che il M5S, il suo (oramai credo ex) capo politico, i suoi bracci destri, e con essi il resto dei parlamentari, siano stati usati, fino ad un’ora fa, da un personaggio pericolosissimo, un fascista, che è riuscito a mettere la camicia nera, o verde, pure a loro, dando loro il contentino di poter indicare quel presidentino politicamente meno significante del sindaco di Cantinella o di Piana Caruso. È chiaro come il sole che lo strappo odierno alla corda tirata fino alla fine su d’un nome sia stato pianificato e deciso proprio da quel fascista, altro che Capo dello Stato, valutazioni politiche di quest’ultimo, impeachment nei suoi confronti ed altre minchiate varie! Quel fascista oggi crede – probabilmente ad ogni ragione – d’avere suggellato un’alleanza elettorale più forte di quella col vecchio cavaliere nero. La vera questione adesso è una ed una sola. Quanti, nel M5S, in questi drammatici quasi tre mesi, fascisti lo sono diventati? Per scoprirlo, e per regolarsi, ci vorrà assai poco tempo».

Su Facebook godiamo della cosiddetta amicizia di ben tre dei quattro parlamentari del M5S espressioni della città di Corigliano Rossano e dell’intero comprensorio della Sibartitide, vale a dire quella della senatrice Rosa Silvana Abate e dei deputati Francesco Sapia e Francesco Forciniti (nella foto compare pure la deputata Elisa Scutellà). Chiamati in causa, dopo diversissime ore nessuno di loro ha inteso di commentare, eppure si sono ripetutamente collegati al social e v’hanno “postato” su: chi importanti articoli della Costituzione repubblicana censurando il “fatto” che la sovranità non appartenga più al popolo, chi i soliti video del capo politico (o già ex?) del M5S, chi opinioni più articolate in materia di Diritto costituzionale e in particolare di messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Oggi, in tardissima mattinata, abbiamo insistito, richiamando più esplicitamente i tre parlamentari, “taggandoli” sul post: «Non credo che gli amici Rosa Silvana Abate, Francesco Sapia e Francesco Forciniti non abbiano letto questo mio post…». L’unico a rispondere all’appello è stato, finora, Francesco Forciniti: «Certo che l’ho letto, e chiaramente non condivido una mezza virgola del tuo pensiero. Prima cosa: possiamo discutere dell’opportunità politica di stringere accordi, contratti di governo o quello che sia, possiamo avere legittimamente opinioni diverse su cosa sia fascismo e cosa non lo sia, sulle ingerenze di governi stranieri nella politica italiana e su tutto quello che riguarda la politica nel merito. Ma qui c’è una questione molto più ampia e grave che deve rigurdare tutti, e va su un piano totalmente diverso e parallelo da quello del gossip politico o del giudizio sull’operato dei vari schieramenti, e riguarda il rispetto della deomocrazia e della Costituzione. Mattarella non ha un ruolo politico, nessun articolo della Costituzione gli attribuisce la facoltà di esprimere valutazioni di natura politica, eppure ha ucciso nella culla un governo che avrebbe avuto l’appoggio della maggioranza parlamentare democraticamente eletta, e lo ha fatto bocciandone nel merito la linea politica con motivazioni anch’esse di natura politica, per di più motivazioni inventate di sana pianta perchè nessuno dei ministri proposti aveva parlato di uscita dall’euro! È andato ben oltre il suo ruolo e sta seriamente mettendo a rischio la tenuta sociale di un Paese già al limite della sopportazione. Peraltro il peggio deve ancora venire perchè mandare in Parlamento un ipotetico governo Cottarelli – pur sapendo già che tale esecutivo non troverebbe i voti necessari a ottenere la fiducia – con il solo obiettivo di farlo diventare il nuovo governo in carica per gli affari correnti, costituirebbe una palese violazione dell’articolo 94, il quale prevede espressamente che il governo debba avere la fiducia delle Camere. Pertanto se all’esito delle consultazioni dovesse emergere l’impossibilità per Cottarelli di ottenere la fiducia, Mattarella non dovrebbe farlo giurare, perché diversamente bypasserebbe deliberatamente il Parlamento, violandone le prerogative. Qui si mette in discussione il principio fondamentale che regge la nostra architettura istituzionale e costituzionale, ossia il rapporto di fiducia fra esecutivo e legislativo. Poi sulla strategia politica possiamo discutere anche un giorno intero e continuare ad avere opinioni diverse, ma almeno il rispetto delle regole democratiche deve essere un terreno comune per tutti».

Sulla questione politica da noi posta – perché la questione è tutta politica e tuttaltro che giuridica – il pur attrezzato Forciniti ha deciso di non esprimersi. Probabilmente si sente stanato. E mentre Abate e Sapia fanno gli gnorri, i siti internet de La stampa e del Corriere della sera pubblicano la confessione politica del loro (già ex?) capo politico. https://www.corriere.it/cronache/18_maggio_28/di-maio-disperato-tentativo-convincere-salvini-savona-ma-matteo-voleva-urne-c28f3fba-61f9-11e8-83c2-c2f27971c337.shtml

 

 

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