Lo scorso 15 maggio è stata approvata la Delibera n. 1 del Settore Tributi-Ici-Tarsu della Città di Corigliano Rossano con la quale è stato sancito il mantenimento dei tributi e delle tariffe del nuovo Comune unico confermando quindi le aliquote differenziate per i territori di Corigliano e di Rossano. In pratica i cittadini del territorio coriglianese continueranno a pagare più tasse dei cittadini di Rossano, e potenzialmente per ben cinque anni. Vediamo perché.

L’ex Comune di Corigliano Calabro nel corso degli ultimi due anni ha incassato 4,67 milioni di euro a titolo di Imu ed 1,73 milioni a titolo d’addizionale Irpef per il 2017, e 5,6 milioni di Imu ed 1,66 milioni d’addizionale Irpef per il 2016, per un totale di 13,66 milioni riscossi negli ultimi due anni. L’ex Comune di Rossano ha incassato, per il 2016 (il bilancio 2017 sembra non sia stato ancora approvato) 3 milioni per l’Imu ed 1,23 milioni a titolo d’addizionale Irpef, e poi 4,4 milioni di Imu ed 1,19 milioni d’addizionale Irpef per il 2015, per un totale di soli 9,82 milioni e quasi a parità di numero d’abitanti con Corigliano. E ciò perché a Rossano, pur essendovi la stessa aliquota Imu di Corigliano, l’importo da pagare risulta essere inferiore in virtù di rendite catastali più basse.

Nel corso degli ultimi due anni, quindi, i coriglianesi hanno versato solo per Imu e addizionale Irpef ben 3,84 milioni di euro in più rispetto ai rossanesi (quasi 2 milioni in più all’anno). Ciò che significa? È molto semplice: considerato che le aliquote sono state confermate, i coriglianesi continueranno a pagare molte più tasse dei rossanesi, con la semplice differenza che mentre prima le tasse dei coriglianesi restavano sul territorio di Corigliano adesso finiranno nel grande calderone del bilancio della città unica a finanziare entrambi i territori. E se la disparità tariffaria è stata confermata per i prossimi cinque anni (e comunque fino a nuove disposizioni) è facile capire come, almeno potenzialmente, i coriglianesi potrebbero finire per finanziare la città unica con quasi 10 milioni d’euro in più di tributi pagati rispetto ai rossanesi, e fino al 2023.

È vero che la Legge n. 56 del 2014 prevede, all’articolo 1 comma 132, che i Comuni risultanti da fusione possano mantenere le tariffe differenziate fino ad un massimo di cinque anni, ma è altrettanto vero come la Legge di Bilancio del 2018, alle disposizioni per le entrate comunali, derogando al principio del divieto d’aumento dei tributi, consente ai Comuni fusi d’“armonizzare” le tariffe del territorio sin dal principio e col solo obbligo di garantire la parità del gettito complessivo. Ciò vuol dire che, fatte 100 le riscossioni complessive della città unica con Corigliano che contribuisce per il 60% e Rossano per il 40%, ben si sarebbe potuto, sin da subito, aumentare le tariffe su Rossano e diminuire quelle su Corigliano, garantendo, al contempo, non solo il gettito complessivo totale, ma anche e soprattutto l’eguaglianza tributaria tra coriglianesi e rossanesi sin dal principio con una contribuzione paritaria al 50%…

 

 

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