Corigliano Rossano è la terza città della Calabria con 77.100 abitanti, la prima per grandezza con un’estensione monstre di 355,56 chilometri quadrati, il doppio di Milano e addirittura più del triplo di Firenze. La domanda è: basteranno questi grandi numeri a farla essere una grande città? La risposta è semplice: no, non basteranno se non seguiranno contenuti concreti.

La passione politica dei cittadini, che ha raggiunto il suo acme durante la campagna referendaria ma che poi nei fatti si è manifestata in un’appena accettabile e risicata percentuale di votanti, si sta tramutando in un fenomeno antropologicamente interessante, che, perdurando, potrebbe degenerare nel comico quando si arriverà alla nascita dei comitati dei vari rioni, vicinanzi, e, perché no, condomini. Credo che in questo proliferare di aggregazioni ci sia molta psicologia: il timore che la propria casa, il proprio orticello, la strada che si percorre quotidianamente, l’illuminazione del viale, la scuola di quartiere e quant’altro vengano trascurati o addirittura dimenticati dalla nuova organizzazione municipale. È legittimo che un cittadino si preoccupi che i beni pubblici in sua prossimità ed anche quelli privati (ci mancherebbe) vengano rispettati, tutelati e ben manutenuti. Poi però ci sono i capi e capetti dei comitati che, sempre legittimamente per carità, pensano che il proprio comitato, rione, vicinanzo, condominio, possa proiettarli in un’ottica più politica magari con una candidatura alle prossime elezioni. Del resto anche dai comitati pro o contro la fusione sicuramente arriveranno delle candidature. Questo è un modo piccolo di affrontare il divenire della nuova città, e così perseverando, diabolicamente, non si va da nessuna parte. Anche per supplire agli invocati e mai compiuti studi di fattibilità che avrebbero dovuto essere propedeutici alla fusione, adesso urge recuperare il tempo perduto ed essere lungimiranti. Bisognerebbe bandire un concorso internazionale di idee, al quale, si auspica, possano partecipare grandi architetti che dovranno “disegnare” la Corigliano Rossano del futuro, come dovrà svilupparsi la città, su che cosa dovrà puntare. Si badi bene, non parliamo di una semplice rivisitazione del Piano strutturale associato, ma uno strumento più innovativo ed onnicomprensivo che sia contemporaneamente tecnico, politico ed economico. E soprattutto “futurista”, che si autofinanzi con la ricerca di capitali pubblici e privati e che indirizzi la città unica verso direttrici di sviluppo percorribili. Che sia fonte di innovazione anche nei settori ai quali si è naturalmente e tradizionalmente vocati e che possa far diventare Corigliano Rossano meta appetibile per investitori anche stranieri, prevedendo politiche di facilitazioni anche fiscali per quanto attiene alle competenze comunali. L’attuale gestione commissariale del Comune, non avendo natura politica, non potrà che occuparsi dell’ordinaria amministrazione, che di certo sarà anch’essa complessa. Prepariamoci tutti a qualche disagio: siamo come in una macchina nuova in rodaggio che deve trovare l’assetto migliore facendo varie prove. I commissari, il cui tempo è prezioso, piuttosto che dedicarsi agli incontri con personaggi in cerca di visibilità, potrebbero dare un contributo importante facendoci guadagnare tempo. E, qualora condividano il progetto del concorso di idee, cominciassero magari a lavorarci sopra.

 

Di admin