C’è un Disegno di legge che riguarda “Modifiche alla parte seconda della Costituzione, concernenti la forma di Governo, nonchè la composizione e le funzioni del Parlamento”. E c’è una senatrice jonica del Movimento 5 Stelle. L’iniziativa parlamentare è stata annunciata nell’aula del Senato della Repubblica lo scorso 23 marzo.

Reca come prima firma quella del senatore Meinhard Durnwalder (Aut (Svp-Patt, Uv)) e quelle dei cofirmatari Dieter Steger (Aut (Svp-Patt, Uv)), Rosa Silvana Abate (M5S), Julia Unterberger (Aut (Svp-Patt, Uv)). Tutti rappresentanti del gruppo delle autonomie e delle minoranze linguistiche, dunque, eccezion fatta per la senatrice di Corigliano Rossano, Rosa Silvana Abate appunto. Sul sito internet istituzionale del Senato non sono stati ancora inseriti i documenti relativi alla certamente complessa, quanto importante, iniziativa legislativa di tipo costituzionale: quindi il merito della questione è – almeno per il momento – un mistero. Incuriosisce già, però, che tra i firmatari del Disegno di legge figuri il nome della senatrice Abate. E il perché è presto detto. Chi osserva le cose della politica e non ha la memoria corta, infatti, non può non ricordare la passione costituzionalista, da attivista del Movimento 5 stelle, della senatrice Abate. In particolare nel periodo che precedette il discusso ed ancora discutibile progetto di riforma costituzionale voluto dal Governo presieduto dall’allora segretario del Partito democratico Matteo Renzi, che venne energicamente respinto dai cittadini elettori italiani nel Referendum costituzionale del dicembre 2016 a seguito del quale lo stesso Renzi fu costretto alle sacrosante dimissioni da Presidente del Consiglio dei ministri. Chi osserva le cose della politica e non ha la memoria corta ricorda bene la passione dell’attuale senatrice Abate, combattente in Piazza Giovanni Paolo II fianco a fianco col compianto giudice Ferdinando Imposimato (foto) al giusto, giustissimo, grido di battaglia «La Costituzione non si tocca!». Adesso invece si può toccare? Può darsi non ci sia nulla di contraddittorio, per carità di Dio. Ed è per questo che domandiamo alla senatrice Abate d’illustrare pubblicamente ai cittadini coriglianesi, rossanesi, jonici, sibariti e calabresi, il Disegno di legge di cui è cofirmataria unitamente ai suoi colleghi senatori sudtirolesi.      

 

 

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