Riceviamo e pubblichiamo: «Egregio Direttore di AltrePagine, chi oggi le scrive è un gruppo di persone, tutti padri di famiglia, che fanno parte della graduatoria di concorso per autisti di scuolabus, approvata dall’ex Comune di Corigliano Calabro con delibera n. 31 del 19/01/2007 e di cui lei fa menzione nel suo articolo dello scorso 5 aprile

http://www.altrepagine.it/index.php/notizie/524-corigliano-rossano-dove-l-autista-di-scuolabus-lo-fa-il-primo-che-passa-per-la-strada

Il nostro gruppo, formatosi e consolidatosi nel tempo, è nato dall’esigenza di far valere il diritto allo scorrimento della graduatoria visti i numerosi soprusi che sono ben spiegati nell’articolo da lei pubblicato. L’esigenza di scrivere questa lettera aperta è duplice: in primis la vogliamo ringraziare per avere posto i riflettori sulla nostra vicenda, scoperchiando il vaso di Pandora, cosa che negli anni, nonostante le denunce agli organi competenti, non è mai avvenuta, e in  secondo luogo ci rivolgiamo al signor Vincenzo Casciaro (foto), segretario comprensoriale della Cgil Funzione pubblica, il quale si fa portavoce di una parte di personale comunale che si ritiene “offesa” dal titolo ad effetto del suo articolo, che non si discosta dalla realtà, visto che per partecipare ad un concorso pubblico viene chiesto di tutto e di più mentre per come dice lui nella sua nota stampa basta solouna patente 

http://www.altrepagine.it/index.php/notizie/532-cgil-gli-autisti-di-scuolabus-hanno-la-patente-oh-che-bello 

Ora è bene ricordare che: questi “offesi” provenienti dal bacino dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità nel 2002 accettarono di rinunciare alla qualifica pur di essere stabilizzati, questi “offesi” quando fu espletato il concorso per autisti di scuolabus non vi hanno partecipato (forse perché non avevano  i requisiti richiesti dal bando?!), questi “offesi” dopo che un responsabile di settore li tolse dalla guida degli scuolabus – destinandoli alle mansioni per le quali erano stati assunti nel 2002 – pur di ritornare alla guida degli scuolabus una parte di essi sottoscrisse con l’ex Comune di Corigliano Calabro un patto scellerato con la formula “senza nulla a pretendere”, questi “offesi” parteciparono a tirocini formativi e come tali retribuiti, mascherando un rapporto di lavoro vero e proprio con l’ex Comune stesso, questi “offesi” provenienti dalla cosiddetta mobilità in deroga facevano molte più ore di quanto loro retribuito e pur di portare a casa qualche soldo accettarono per un breve periodo di essere riciclati come tirocinanti prima di essere buttati fuori. Ma a lei, signor Casciaro, noi perdoniamo il non aver fatto menzione e di non avere spiegato, nella sua nota, che il lavoro pubblico si differenzia da quello privato e che se nel privato basta la patente nel pubblico per accedere a determinate funzioni c’è bisogno di altri titoli, a lei perdoniamo il fatto di non avere spiegato cos’è la rivalsa assicurativa (in caso di sinistro i dipendenti pagano con il loro patrimonio personale). La perdoniamo e sa perché? Perché comprendiamo che anche lei deve portare il pane a casa, in fondo noi non abbiamo buste paga su cui fissare trattenute sindacali e non ci possiamo permettere neanche la tessera di un sindacato, quindi per lei è meglio difendere i non diritti di chi ha questi requisiti (considerate le imminenti elezioni per il rinnovo delle rappresentanze sindacali comunali) e poco importa se tra chi sta scrivendo c’è il disoccupato, chi non riesce a pagare le utenze domestiche, chi ha difficoltà ad accompagnare il congiunto negli ospedali della Penisola e via discorrendo, nessun sindacato sposerà la nostra causa (naturalmente in questo saremmo ben felici di essere smentiti) e si continuerà a perorare la causa degli “offesi” cercando e sperando che l’illegittimo diventi legittimo. Agli “offesi” invece non perdoniamo nulla, perché essi da tanti anni stanno lì ad occupare posti che non competono loro, bloccando lo scorrere della graduatoria e la possibilità di farci lavorare. Distinti saluti dal gruppo Das-Diritto allo scorrimento»

 

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