Dal provincialotto paese di Corigliano Calabro, anziché progetti e proposte per la costruzione su solide ed auspicabilmente prospere basi del comune unico col confinante paese di Rossano che tra cinque giorni sarà già realtà istituzionale, quasi in contemporanea con la sua elezione a seconda carica dello Stato arrivano gli auguri alla neo presidente del Senato della Repubblica Maria Elisabetta Alberti Casellati (foto) la quale lo scorso dicembre visitò il paese in occasione d’un concerto tenutovi dal figlio direttore d’orchestra. E da ieri pomeriggio nel mondo social media locale è tutto un tam-tam sul “clamoroso” fatto che la madre della stessa presidente, oggi defunta, fosse nata proprio in quel di Corigliano Calabro.

«Ci riempie di soddisfazione e anche di orgoglio sapere che l’avv. Alberti Casellati è stata eletta, a maggioranza, Presidente del Senato», hanno dichiarato in una nota congiunta il presidente del Consiglio comunale Pasquale Magno ed il sindaco Giuseppe Geraci, come se fosse stata eletta all’unanimità anziché a maggioranza ciò sarebbe stato motivo di meno soddisfazione e anche di meno orgoglio: «Ciò perché», insistono i nostri, «per noi rappresenta assoluta garanzia costituzionale e grande punto di riferimento per l’intera Nazione. Ella è stata nella nostra città il 22 dicembre scorso e, grazie all’interessamento di Francesco Trebisonda, nostro concittadino, abbiamo avuto il piacere e l’onore di conoscerla in occasione del concerto della Filarmonica di Benenvento, diretta, magistralmente dal figliolo Alvise, nella chiesa di Santa Maria ad Nives di Schiavonea. In quel contesto avemmo l’opportunità di farle visitare il Castello, dinanzi al quale rimase estasiata e stupita per la bellezza e l’imponenza del maniero, nonché di farle ammirare, dal Piazzale Mario Candido, la Piana di Sibari. Oggi siamo felici per tale risultato e speriamo che sia di buon auspicio per l’Italia intera e, soprattutto, per la Calabria». Vale a dire: il fatto che la presidente Casellati di recente sia stata a Corigliano Calabro può essere di buon auspicio per l’Italia e per la Calabria, proprio come recarsi a La Mecca per i musulmani.

Idiozie di fine stagione a parte, alcune autorevolissime firme del giornalismo italiano in queste ore ci stanno snocciolando un po’ il cursus honorum politico della presidente del Senato, di cui gl’italiani, Magno e Geraci compresi, dovremmo essere soddisfatti ed orgogliosi. Condanna per frode fiscale di Berlusconi: «La decisione della Cassazione di fissare in tempi record l’udienza per il processo Mediaset conferma ancora una volta come ci sia una giustizia ad personam». Evasione, che sciocchezza: «Che senso ha pensare a raggiri, a costruzioni di società fittizie per evadere, nel giro di decine di anni, 7 milioni di euro dopo averne sborsati nello stesso periodo 567? Non si sono accorti che tale somma equivale a due mensilità di mantenimento a favore della signora Lario». Cene eleganti ad Arcore e parentele larghe: «Esiste una registrazione di una conversazione, Berlusconi era convinto che Ruby fosse la nipote di Mubarak». Ruby è marocchina, Mubarak egiziano. Le sentenze che non si sentono: «Cassazione o meno, Berlusconi è e rimane l’unico e irrinunciabile leader politico di Forza Italia e del centrodestra. Oggi con una sentenza che completa un percorso giudiziario lastricato da distorsioni giuridiche e palesi incostituzionalità, si è raggiunto il traguardo coltivato da venti anni di estromettere Berlusconi dalla scena politica. Un vero e proprio scippo della democrazia. Ma stiano sereni». Olgettine e opere di carità: «Berlusconi paga le ragazze giovani? È generoso con tutti, anche con le persone bisognose che incontra per strada. In una manifestazione di piazza, c’era una donna, che non aveva i denti. Le ha dato dei soldi per comprarsi la dentiera». Senatori o calciatori? «Il Senato si costituisce parte civile nel processo sulla compravendita? È evidente che Grasso non può garantire quel ruolo di terzietà. Si dimetta. La democrazia è a rischio». Abbado, Cattaneo, Piano, Rubbia, chi erano costoro? «Pur rispettando il Capo dello Stato e i senatori a vita, dalle carte trasmesse alla Giunta, non sono emersi elementi sufficienti a identificare gli “altissimi” meriti scientifici e sociali di Caudio Abbado, Elena Cattaneo, Renzo Piano e Carlo Rubbia». Quei cattivoni dei tedeschi: «Berlusconi è stato eliminato con un colpo di Stato nel 2011 perché era l’unico che voleva difendere l’Italia dallo strapotere della Germania e dei poteri forti».

 

 

 

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