La nascita del Comune unico di Corigliano Rossano ha generato un movimentismo senza precedenti: ogni frazione, ogni contrada, oggi ha il suo bel comitato. Sia ben chiaro: è una cosa molto positiva che le persone si aggreghino e discutano, ma è auspicabile che la discussione non resti ferma sulla buca da rattoppare o sulla lampadina da sostituire.

I comitati hanno dimostrato nella recente campagna referendaria sulla fusione dei due comuni tutta la loro importanza e capacità di aggregazione e di influenza su un’opinione o su un progetto, supplendo agli spazi lasciati liberi dai partiti che in particolare sull’argomento della fusione hanno dimostrato carenze, incertezze e contraddizioni evidenti. Ciò di cui oggi si sente la mancanza è un laboratorio di idee, un luogo dove persone di estrazioni e storie diverse che hanno qualcosa da dire e da dare si incontrino, discutano e si confrontino sugli sviluppi della di Corigliano Rossano, sforzandosi di non fare una mera elencazione di cosa manca e di desideri di opere da realizzare, ma indichino proposte concrete al fine della integrazione della popolazione delle due città. Un organismo apartitico che ben potrebbe coadiuvare con il commissario straordinario che gestirà la prima fase del comune unico, probabilmente meglio dei due sindaci uscenti.

 

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