I giudici della quinta sezione penale della suprema Corte di Cassazione hanno messo la parola fine su una vicenda risalente a quasi dieci anni fa e che vede condannato, oggi dunque in via definitiva, l’ex segretario generale del Comune di Corigliano Calabro Michele Viceconte di 75 anni (foto)«Pezzo di merda, ti faccio vedere io, io ti distruggo. Dov’è un bastone che ti faccio vedere io». Il “verbo” è proprio quello del noto ex massimo dirigente comunale all’indirizzo d’un uomo del luogo, Angelo Antonio Pignataro di 53 anni, all’angolo d’una strada

centralissima di Corigliano Calabro. Era il 7 ottobre del 2008: Viceconte s’introduceva nell’abitacolo della vettura di Pignataro colpendo il proprio rivale con schiaffi, calci e pugni.
 Il fatto è cristallizzato in una sentenza di secondo grado emessa il 10 ottobre del 2016 dal giudice monocratico del Tribunale di Castrovillari Luca Colitta. Che aveva assolto Viceconte per i reati d’ingiurie e minacce (non più previsti come reati, in quanto nel frattempo depenalizzati) ma gli aveva inflitto la condanna a 300 euro di multa riconoscendolo colpevole del reato di lesioni (ai soli effetti della responsabilità civile). Proprio contro quella sentenza l’ex uomo pubblico aveva proposto ricorso in Cassazione attraverso i propri legali, gli avvocati Pasquale Pellegrino e Pierpaolo Cassiano. Gli “ermellini” però lo scorso 13 marzo hanno dichiarato inammissibile il ricorso e la sentenza del Tribunale di Castrovillari è quindi divenuta definitiva. Il rivale di Viceconte s’era costituito parte civile in giudizio, rappresentato dall’avvocato Antonio Fusaro. A suffragare le accuse mosse nella querela sporta dalla riconosciuta vittima nei confronti del suo “carnefice”, erano accorsi tre testimoni del fatto che tanto il giudice di pace di Corigliano Calabro nel maggio del 2014 quanto il giudice monocratico del Tribunale di Castrovillari avevano ritenuto credibili ed attendibili.
 Pare che tra Viceconte e Pignataro vi fossero vecchie “ruggini”, evidentemente mai sopite. 
Rapporti piuttosto tesi da quando la consorte di Pignataro aveva partecipato al concorso per l’assunzione d’agenti di polizia municipale indetto dal Comune di Corigliano Calabro, che vedeva l’ex segretario comunale nella commissione esaminatrice. Concorso che la donna non aveva vinto.  

 

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