Dalle cronache della schiacciante vittoria del Movimento 5 stelle che nel Comune di Corigliano Rossano ha eletto d’un colpo ben quattro parlamentari a rappresentare l’intero comprensorio della Sibaritide che massicciamente l’ha votato, passiamo alla cronaca della sconfitta degli sconfitti.

Essi sono due in particolare: il Partito democratico ed i suoi invisibili alleati da una parte, la coalizione di centrodestra dall’altra. Ma il Pd in modo più particolare ancora. Vediamo. Gli zombie locali del partito di Matteo Renzi (nel senso di proprietà) hanno subìto la candidatura d’uno zombie coattivamente catapultato nel locale collegio camerale, tale parlamentare uscente Ferdinando Aiello di Rogliano, amico personale della ministra Maria Elena Boschi e dell’ex parlamentare Ernesto Carbone tra i “bracci destri” dello stesso Renzi, e con influentissime parentele ed affinità proprio in questo collegio, in particolare a Cariati dove pure vincono i 5 stelle! Il locale collegio, stando ai sondaggi, Renzi ed il suo cosiddetto cerchio magico lo consideravano elettoralmente perso a favore del centrodestra, ergo perché deludere le aspettative d’un deputato uscente e del suo potentissimo gruppo di pressione locale? “Giocatevela, e se riuscite a spuntarla buon per voi”, questo l’assunto renziano che ha accordato la candidatura di Aiello mandando a farsi fottere quanti nei circoli Pd della Sibaritide da Rocca Imperiale a Cariati passando per i paesi interni rivendicavano invece una candidatura che fosse autorevole espressione diretta del territorio. Nein. E fu così che alla parola d’ordine sissignore gli zombie-crumiri del Pd locale hanno sostenuto la campagna elettorale d’un Aiello venuto qui munito di falsi documenti jonico-sibariti, il quale si faceva ridicolmente videoriprendere sulla spiaggia farfugliando in modo incredibile di politica e di problemi locali. Il risultato di tutto ciò e di tanto altro è stato chiaramente micidiale per il Pd. Che ha perso dappertutto e persino nella parte più distante del collegio ove contava d’imporsi nettamente: da Acri, oramai ex roccaforte del fu ras Nicola Adamo ove il M5S s’è imposto in modo bulgaro, al comune di San Giovanni in Fiore del delegittimato governatore della Regione Mario Oliverio dove gli stessi pentastellati hanno doppiato i voti di Aiello! Il quale, in pratica, ha vinto solo e soltanto nel microscopico comune di Castroregio ove deve avere qualche santo (elettore) in paradiso. Sia ben chiaro: non siamo qui a sostenere che una candidatura locale sarebbe riuscita ad arrestare l’ondata elettorale del M5S, ma a domandare retoricamente agli zombie-crumiri del Pd se immaginano soltanto quante migliaia di loro ex elettori abbiano cavalcato proprio quell’onda. E se sarebbe stato meglio – per loro stessi – mandare a quel paese la disciplina di partito ed altre puttanate del loro noto armamentario. Così. Per una questione di dignità personale prim’ancora che politica. Ma il Pd locale è una prestigiosa facoltà di scienze politiche, scienze applicate alla sconfitta coi corsi frontali tenuti da cattedratici autorevoli ma soprattutto con quelli a distanza tenuti su Facebook dai tanti segretari, coordinatori e probiviri del nulla.

Analizzare la sconfitta del centrodestra locale è un po’ più noioso rispetto agli zimbelli del Pd, ma più d’uno sprazzo divertente arriva da Forza Italia, dove la scienza politica è di casa minuto per minuto con le uova social della più ciarliera delle chiocce e dei suoi due brillanti pulcini e col consigliere comunale che a pochi giorni dal voto ha annunciato al mondo la propria adesione al M5S il che avrà spostato quelle decine di migliaia di voti che hanno poi decretato la sconfitta del centrodestra. Facezie a parte, il centrodestra ha salvato la faccia candidando nel collegio un esponente sì del territorio, Ernesto Rapani di Rossano ma proprio lì trombato assai di recente come sindaco e per questo già consunto, relegando il consigliere comunale coriglianese Antonio Ascente quale inutile riempitivo della lista di Fratelli d’Italia. Peccato che ai quattro parlamentari del M5S per la Sibaritide non s’è aggiunto colui che poteva essere il quinto e che l’elezione l’ha sfiorata, vale a dire il noto e stimato esponente comunista Angelo Broccolo, segretario regionale di Sinistra Italiana e candidato quale capolista al Senato di Liberi ed Uguali.

 

 

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