Durante la sera della vigilia di Natale, Anton Kirilov Tyutyunchev,  di nazionalità bulgara, era stato fermato dai carabinieri di Villapiana ad un posto di blocco finalizzato a normali controlli stradali. Consultata la banca dati da parte dei militari dell’Arma, in forza d’un mandato d’arresto europeo, l’uomo era stato arrestato e tradotto nel carcere di Castrovillari. Il bulgaro è infatti accusato dalle autorità del proprio Paese d’origine, d’una frode finanziaria presumibilmente commessa nell’anno 2003. Ma ha trascorso soltanto il Natale in cella.

Il giorno di Santo Stefano, infatti, presso una deserta Corte d’appello di Catanzaro, in sede d’interrogatorio, veniva convalidato l’arresto ed il magistrato di turno, accogliendo in pieno le richieste del suo difensore, l’avvocato Carlo Castrovillari (foto) del foro di Castrovillari, lo rimetteva in libertà, ritenendo non sussistenti i presupposti per l’applicazione d’una misura cautelare nei suoi confronti.

Il difensore del bulgaro affermava che a prescindere dalla commissione o meno del fatto il proprio assistito non s’è mai dato alla latitanza, bensì semplicemente s’era trasferito, stabilendovi la propria residenza, a Corigliano Calabro, ove lavora come bracciante agricolo regolarmente assunto, e che quindi non sussistono i requisiti per una misura cautelare in carcere. Nei prossimi giorni, sempre presso la Corte d’appello di Catanzaro l’avvocato Castrovillari sarà chiamato a discutere sulla richiesta d’estradizione avanzata dalle autorità bulgare.

 

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