Le sei “vergini” di Corigliano Calabro: Pasquale Magno, Antonio Ascente, Giuseppe Turano, Alfio Baffa, Serafino Dardano ed Angelo Caravetta. La prima è presidente d’un Consiglio comunale al crepuscolo, le altre i capigruppo consiliari della compagine retta dal loro crepuscolare sindaco, tal Giuseppe Geraci. Chiedono scusa ai coriglianesi e reclamano la testa dell’assessora comunale al Turismo Alessandra Capalbo (foto).

La quale s’annovera tra i tanti assessori “casualmente” nominati da Geraci laddove pure le pietre conoscono le “casualità” dei vari casi. Stavolta, però, ci tocca l’ingrato compito di difendere Alessandra Capalbo, della cui buona o cattiva sorte c’importa il classico fico secco che sotto Natale a tavola fa tendenza.

Sì, perché Magno, Ascente, Turano, Baffa, Dardano e Caravetta le storielle a fine consigliatura debbono andare a raccontarle ai loro pari, poichè con la sortita di ieri offendono l’intelligenza dei coriglianesi che delle loro pubbliche scuse se ne fottono. Neppure nell’estremo giorno in cui hanno preso le distanze dal loro sindaco hanno avuto fino in fondo il coraggio di tener testa allo stesso. Nella prima versione già resa pubblica del loro ridicolo comunicato stampa, infatti, scrivevano «[…] perché un nuovo sindaco ed un nuovo assessore al Turismo, che saranno sicuramente espressione della nuova città di Corigliano Rossano, possano organizzare un calendario di manifestazioni festive ed un’illuminazione natalizia degne di questo nome». Qualche ora dopo richiedevano di cancellare la parola “sindaco”, perché, evidentemente, qualcuno li aveva cazziati.

E non crediamo che a cazziare Ascente sia stato il suo dominus Giovanni Dima né che a cazziare Turano sia stato il suo nuovo padrone Gianluca Gallo tantomeno che a cazziare Baffa e Dardano siano stati Ennio Morrone, Antonio Gentile, Cabrini, Scirea o chissà chi altro. Perché a cazziarli all’unisono è stato evidentemente Geraci. Del quale le sei “vergini” hanno condiviso la disamministrazione coriglianese di questi ultimi quattro anni e mezzo per i quali nella primavera del 2013 gli stessi s’erano presentati a rappresentare l’alternativa civica per risollevare l’infausta costante malasorte coriglianese.

In politica, care “vergini”, è necessario essere dotati di numerose qualità. Tra queste v’è pure il coraggio – d’obbligo – di condividere coi propri sodali il fallimento amministrativo di quattro anni e mezzo e la relativa scontata impopolarità. Buona domenica.           

 

 

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