Sono trascorsi poco più di tre mesi da quel tragico venerdì pomeriggio – era il 18 d’agosto scorso – in cui l’inatteso appuntamento con un destino crudele e beffardo ha spezzato i sogni e le speranze di Federico Feraco (foto), il ragazzino di soli 14 anni la cui vita s’è spenta mentre era in sella alla sua irrinunciabile bicicletta.

Federico ha perso la vita lungo Via Nazionale, la strada principale che attraversa la popolosa frazione Scalo di Corigliano Calabro. Notato il suo corpo esanime sull’asfalto da parte d’un automobilista che aveva lanciato l’allarme, poco dopo il medico legale ne certificò il decesso. Ed i carabinieri, su disposizione della Procura di Castrovillari, avviarono le indagini del caso. Acquisendo le immagini delle telecamere di sorveglianza d’un paio d’esercizi commerciali presenti sulla strada, dalle quali sarebbe emerso che il povero Federico avrebbe perso il controllo della bici forse a causa di quella maledetta buca presente sull’asfalto – in quel momento non transennata – immediatamente dichiarata sotto sequestro da parte della Procura stessa. Un impatto micidiale a terra che non lasciò alcuno scampo al quattordicenne. La ricostruzione ebbe riscontro alle risultanze dell’esame esterno del cadavere condotto da parte del medico legale incaricato tra l’ospedale “Guido Compagna” e l’obitorio del cimitero cittadino. Col ragazzo che presentava una consistente ferita alla testa indicata quale causa della morte e col magistrato di turno che valutò come non necessario l’esame autoptico, e con la salma che, di conseguenza veniva restituita ai familiari per i funerali tenutisi nel pomeriggio del giorno successivo.

L’inchiesta – ancora non formalmente conclusa – è proiettata ad appurare il nesso di causalità tra la caduta di Federico dalla bicicletta e la buca sulla carreggiata stradale. Che, in base alla ricostruzione dei fatti, avrebbe fatto perdere l’equilibrio al quattordicenne facendolo rovinare violentemente a terra provocandone l’urto della testa contro il marciapiede circostante. Conseguenza di tutto ciò sarà l’accertamento d’eventuali responsabilità. Penali e civili. E da quanto emerge vi sarebbero alcune persone iscritte nel registro degl’indagati della Procura castrovillarese per l’ipotizzato reato d’omicidio colposo in concorso.

Poco prima del tragico 18 d’agosto, Via Nazionale era stata interessata da lavori di bitumazione della sede stradale in virtù d’un appalto affidato da parte del Comune all’impresa aggiudicataria della relativa gara e del relativo capitolato.

Frattanto, proprio durante questa settimana, il legale cui s’è affidata la famiglia del quattordicenne scomparso ha fatto pervenire presso la sede municipale una formale missiva attraverso la quale si dichiara la messa in mora dell’ente pubblico ai fini dell’oramai certa azione civile che sarà protesa ad ottenere il giusto risarcimento per la perdita di Federico. Già: il risarcimento per l’inestimabile valore della vita d’un gioioso ragazzino che amava andare in bicicletta…

 

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