Mette i puntini sulle “i” il neo consigliere regionale Gianluca Gallo (foto), “reo”, secondo taluni ambienti, d’avere “soffiato” il seggio detenuto per tre anni dall’oramai ex consigliere regionale Giuseppe Graziano in forza d’una sentenza della magistratura che ha riconosciuto illegittima perché formalmente viziata l’elezione dello stesso, candidato nella stessa lista della “Casa della libertà” e risultato di gran lunga più votato di Gallo. Li mette, i puntini, Gallo, ancora una volta, attraverso un lungo post su Facebook

scritto soprattutto per ringraziare i tantissimi che in questi due giorni gli hanno manifestato stima e fiducia politiche, ma pure tanto affetto personale: «Voglio, devo ringraziarvi. A migliaia, in queste ore, mi avete manifestato affetto, stima, amicizia. Un’onda di travolgente passione che mi fa sentire ancor più il peso della responsabilità nel rappresentare voi tutti, la mia terra e la mia gente in Consiglio regionale. Proseguirà all’interno delle istituzioni il cammino che insieme abbiamo intrapreso e che insieme ci vedrà andare avanti. Vi chiedo di non lasciarmi solo, di non delegare, ma di starmi vicino, di chiedere conto del mio operato, di avanzare proposte e suggerimenti e, quando necessario, critiche che spero sincere, diversamente da quelle interessate di chi, appresa la notizia del mio ingresso in Consiglio, ha parlato senza sapere, forse anche senza capire. E così, sbeffeggiando Tribunali e Corti d’Appello e persino la Corte Costituzionale, ha ridotto ad un cavillo la mia designazione, come a dire che solo i fessi rispettano la legge e solo i fessi ne chiedono il rispetto. Voci che si sono sommate a quelle di chi mi ha dato del “pulinìt”, cioè di uno che viene dai monti del Pollino, per aver sposato una castrovillarese. Il che, unito al fatto che io sia di Cassano, secondo questi signori farebbe di me un avversario del processo di fusione tra Rossano e Corigliano. Sappiano costoro, nell’ordine: 1) la gente del Pollino ha dignità da vendere, e per me può essere solo motivo di orgoglio essere chiamato “pulinìt”; 2) dovessi rinascere, risposerei mia moglie; 3) sono fiero della mia cassanesità, e non vi rinuncerei per niente al mondo; 4) credo nella fusione tra Rossano e Corigliano e la sosterrò con atti concreti, politicamente ed istituzionalmente, in Consiglio regionale e fuori. Grazie, dunque. E adesso al lavoro. Un abbraccio!»

 

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