Era nell’aria, l’abbiamo scritto ripetutamente che il seggio del consigliere regionale Giuseppe Graziano era a forte rischio, ed infatti la Corte d’appello di Catanzaro lo ha estromesso da Palazzo Campanella insediando al suo posto Gianluca Gallo. Tra tutti gli atti compiuti dall’ex consigliere Graziano, certamente il più rappresentativo è stato quello che ha istituito la legge per il Referendum popolare consultivo sulla proposta di fusione dei Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano.

Legge nota anche per non aver previsto alcun quorum per considerare la validità dello stesso. Ora ci chiediamo: poteva un consigliere regionale “abusivo” farsi promotore di una legge difettosa, che avrebbe cambiato per sempre la storia di due importanti città?

Il risultato del referendum è stato netto solo riferito al ristretto numero dei votanti, ma ci chiediamo: è stato un numero sufficiente per decidere sul destino comune delle due realtà?

Che tipo di influenza sull’elettorato ha giocato il ruolo di un consigliere regionale che tale non era? Che risultato ci sarebbe stato sul referendum se la sentenza della magistratura fosse uscita prima del referendum del 22 ottobre? Meditate gente, meditate!

 

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