Il Comune di Cassano Jonio va verso lo scioglimento per ‘ndrangheta. Al Comune di Corigliano Calabro potrebbe essere imposto un canovaccio di stringenti prescrizioni cui amministratori e burocrati dovranno attenersi scrupolosamente. È oramai questione di giorni.

Già la prossima riunione del Consiglio dei ministri potrebbe infatti essere utile al ministro dell’Interno Marco Minniti (foto) per sciogliere due nodi che stringono da mesi gli animi degli amministratori comunali dei due tra i più importanti comuni del comprensorio della Sibaritide, sui capi dei quali dal 7 marzo scorso pende la ghigliottina ministeriale in ordine ai possibili scioglimenti anticipati degli organi elettivi per ipotizzate infiltrazioni nella loro attività da parte della criminalità organizzata locale.

Dopo la consegna al prefetto di Cosenza Gianfranco Tomao delle relazioni da parte delle rispettive commissioni d’accesso agli atti dei due enti, nominate ed inviate nei due municipi da parte dello stesso massimo rappresentante del Governo in provincia, e le riunioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, le proposte finali di quest’ultimo organo e le relazioni “di sintesi” della proposta prefettizia sono state trasmesse al ministro Minniti. Il quale potrebbe portarle già alla prossima seduta plenaria del Governo, proponendo l’emissione o meno dei relativi decreti di scioglimento dei due Comuni jonici, che, nell’eventualità, dovrebbero poi essere promulgati da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Quale sarà dunque il destino di Corigliano Calabro e Cassano Jonio? In proposito filtrano di fatto già talune circostanziate indiscrezioni pur ovviamente senza il crisma dell’ufficialità come si conviene in questi casi. Vediamo.

Ad andare incontro allo scioglimento per infiltrazioni mafiose toccherebbe pare soltanto a Cassano Jonio. A Corigliano Calabro, invece, verrebbe imposta una copiosa lista di stringenti prescrizioni che sarebbe già nero su bianco nella relazione prefettizia e che il ministro Minniti dovrebbe di conseguenza adottare nei confronti degli attuali amministratori e del personale amministrativo dipendente dell’ente. Nel mirino prefettizio a Corigliano Calabro vi sarebbero alcuni uffici comunali e la società a larghissima partecipazione comunale “Meris”, quella che gestisce la struttura e le attività del Mercato ittico di Schiavonea.

Il prefetto – secondo le stesse indiscrezioni – non avrebbe inteso usare il pugno di ferro nei confronti del Comune di Corigliano Calabro, in considerazione del processo di fusione istituzionale da tempo in atto col Comune di Rossano, peraltro suggellato proprio domenica sera scorsa attraverso l’esito favorevole del Referendum consultivo popolare. Frattanto, il sindaco di Cassano Jonio Gianni Papasso informa d’avere richiesto ed ottenuto la convocazione urgente del Consiglio comunale, per proprie “comunicazioni e determinazioni”. La riunione del civico consesso cassanese si terrà nella serata di venerdì, a partire dalle ore 19.    

 

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