Francamente, mai avrei creduto che Corigliano Calabro fosse così tanto stimata, amata e, oserei dire, bramata da Rossano: i nostri nonni avrebbero forse esclamato quann u riavuli
 t’accarizza vo l’anima.
 Ma noi siamo garantisti, moderni e lungimiranti, crediamo poco alle favole del passato e siamo certi della buona fede ed anche della bontà dell’idea “fusionista”, ci rifiutiamo di credere che tutto questo ambaradan possa essere stato creato ad arte solo per soddisfare un interesse spiccio di tanti amici rossanesi ma anche coriglianesi nonché di qualche

categoria professionale che si sono spesi, a più non posso,
 verso la realizzazione del progetto della città unica, al quale, ricordiamolo, anche molti
 simpatizzanti del “No” avrebbero aderito, se si fossero fatte le cose
 per bene (leggi studi di fattibilità e quant’altro). Non a caso i comitati del “No” precisano “No a questa fusione” e soprattutto i tanti esponenti meno ortodossi e più ragionevoli avrebbero sicuramente aderito ad una fusione ragionata, precisa e trasparente.
 Personalmente non sono contrario alla fusione, ma mi pare che per come si è 
messa, al momento, Corigliano Calabro e Rossano siano i Comuni meno adatti a
 fondersi e me ne dispiaccio molto. Credo di averlo già scritto e detto in tutte le 
lingue che conosco, ma evidenti e troppi sono stati gli errori di impostazione e troppe 
le carenze del progetto. Errori madornali quelli comunicativi e di comportamento: i “tre moschettieri” si sono lasciati prendere la mano dal protagonismo e dai propri obiettivi politici e di prestigio personale: chi ha pensato di intestarsi la fusione per ottenere un ticket parlamentare, chi per essere sindaco di una grande città, chi per
 equipararsi all’antenato che ha contribuito alla riunificazione dell’Italia.

Così facendo si è generato il caos alimentato da tutto un caravanserraglio pieno di seconde e
 terze linee e lacchè e zerbini a fare da contorno e cassa di risonanza stonata. Sarei intellettualmente disonesto se addossassi tutta la colpa del clima da stadio creatosi esclusivamente ai promotori del “Sì”, sicuramente l’amministrazione del sindaco di Corigliano Calabro Giuseppe Geraci avrebbe dovuto essere chiara e leale sulle sue reali convinzioni sin dall’inizio, ed ha gravi colpe che peraltro sono state riconosciute in un tardivo pianto da coccodrillo ed anche da parte dei comitati del “No” non sono mancate le uscite inopportune con uno stile da esercito del selfie. 


Ma adesso, come se ne esce? Ci sarebbe da augurarsi una larga vittoria del “Sì” poiché una risicata vittoria darebbe luogo ad una interminabile serie di polemiche e risulterebbe molto difficile portare a compimento un cambiamento di portata storica solo a colpi di maggioranza come recentemente è stato fatto nel Parlamento italiano in materia di legge elettorale. Diversamente, una vittoria del “No”, anche per pochi voti, sarebbe salutata come un grande risultato politico dai suoi sostenitori ma in realtà interromperebbe solo per poco la marcia verso una fusione più ragionata ed intelligente. Io ritengo che solo due amministrazioni comunali leali, sostenitrici entrambe convinte, potranno portare a termine il progetto di fusione nei tempi che saranno necessari per fare assorbire nell’essenza, alle due comunità, una svolta epocale che modificherà per sempre il modo di sentirsi cittadini. Occorrerà trovare un sistema per conoscersi ed integrarsi al meglio, si pensi che da questa parte del torrente Cino molti ancora credono che il Nilo sia solo il più grande fiume del mondo!

Dopo il voto sul Referendum popolare consultivo di domani non ci resterà che attendere le prossime elezioni comunali (se mai ci saranno!). 
Concludo questo scritto, insolitamente lungo, con la mia dichiarazione di voto: domani andrò a Rossano, farò un giro nel centro storico, poi allo Scalo ed a Sant’Angelo, e se mi sentirò come a casa mia voterò “Sì”, diversamente voterò “No”. Ora, scherzi a parte, alla fine di questo primo step di quella che sarà una lunga tenzone, ricordo a tutti, che nessuno possiede il dono della verità e nella diversità di opinioni è comunque encomiabile che si sia tutti protesi verso il tentativo di migliorare le condizioni di vita di questo territorio, quindi, comunque vada, facciamo tesoro di questa dimostrazione d’amore verso i nostri paesi e personalmente, quando sarà, mi adeguerò, senza alcun indugio, alla decisioni della maggioranza. Questa è la democrazia, bellezza!

 

 

 

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