Il 22 ottobre si avvicina e l’esito del Referendum popolare consultivo sulla proposta fusione oltre che delineare il futuro delle città di Corigliano Calabro e di Rossano, inciderà profondamente sulle carriere politiche degli uomini che maggiormente si sono battuti nelle differenti posizioni. Proviamo ad immaginare le conseguenze dei differenti esiti: se il “Sì” dovesse prevalere, non si potrà negare che in tal caso Giovanni Dima sia stato uno degli artefici e maggiori sostenitori della fusione

e dopo l’esperienza in Regione ed in Parlamento e grazie anche all’assidua presenza a Rossano, sia pur per motivi familiari, si troverebbe naturalmente proiettato verso il traguardo di primo “primo cittadino” della nuova città. Questa evenienza potrebbe avverarsi senza troppi intoppi qualora Giuseppe Graziano, anch’egli paladino del “Sì” ed artefice della legge regionale sul referendum, riuscisse a mantenere il seggio regionale nella difficile contesa giuridica che lo vede contrapposto a Gianluca Gallo, o se in alternativa, come Graziano preferirebbe, riuscisse a conquistare un seggio in Parlamento, contando di replicare, reduce dall’eventuale successo referendario, il brillante risultato delle passate elezioni regionali. Se nessuna delle due opzioni dovesse concretizzarsi, nascerebbe un problema, e un Graziano senza collocazione insidierebbe, senza dubbio, il posto di sindaco in pectore che oggi sembrerebbe assoluto appannaggio di Dima.

Poi, a pensarci bene, potrebbe farsi avanti un terzo aspirante: non dimentichiamo che l’avvocato Amerigo Minnicelli con le “cento associazioni” (99, l’avvocato Graziella Algieri ha negato di aver mai aderito con la sua associazione, peraltro disciolta) ha avuto un ruolo chiave nel portare avanti la battaglia sul referendum e in passato non si è mai tirato indietro quando c’erano competizioni elettorali o comitati ed associazioni di cui far parte (meglio se da presidente) perché non dovrebbe aspirare anch’egli ad essere il nuovo sindaco della nascente città? Del resto, il comitato dei comitati si è mosso fin dall’inizio come un movimento/partito politico, pertanto ciò non sarebbe affatto una sorpresa per chi li aveva “sgamati” fin dall’inizio. Quindi i galli nel pollaio del “Sì” sarebbero tre, poiché l’attuale sindaco di Rossano Stefano Mascaro non è pervenuto.

Se al contrario il “No” dovesse prevalere per i “tre moschettieri” del “Sì” le valigie sono pronte, la destinazione non è ancora certa in quanto non si sa se i voli operati da Ryanair per quel paese saranno cancellati o meno. Se dovesse prevalere il “No” a Corigliano, potrebbe esserci una “rinascita” dell’attuale sindaco Giuseppe Geraci, oggi al minimo storico di gradimento, ma Aldo Algieri avrebbe anch’egli il merito di aver condotto la battaglia che si è vinta e potrà contare su energie più fresche con una maggiore e più percepibile carica di entusiasmo. A Rossano, sempre in caso di vittoria del “No”, francamente ci riesce difficile fare dei nomi per il futuro, ma indubbiamente i combattivi presidenti dei comitati del “No” non mancheranno di farsi valere. Ne riparleremo il 23 ottobre…

 

Di admin