Colpo gobbo e…magro. È successo stanotte, presso il deposito-rivendita d’autoricambi “Falboricambi” ubicato nella zona industriale e commerciale di Corigliano Calabro che insiste lungo la Statale 106 jonica. Una banda è entrata in azione fracassando alcune grandi vetrate attraverso il lancio di pesanti tombini di ferro.

I ladri però non hanno avuto il tempo per perseguire la loro preventivata azione di “grande prospettiva”, e sono riusciti ad arraffare ben poco. Pare una cifra di denaro contante pari a circa cento euro prelevata dalla cassa. Tutto nel breve giro d’una decina di minuti. Il loro agire, infatti, è stato disturbato dall’azionamento automatico dell’allarme e dal sopraggiungere d’una pattuglia dell’istituto di vigilanza privato convenzionato. Pare fosse attivo pure l’impianto di videosorveglianza dello stesso istituto di vigilanza. E l’arrivo delle guardie giurate ha di fatto messo in fuga la banda – si suppone composta da circa quattro-cinque soggetti – che s’è dileguata attraverso i circostanti agrumeti riuscendo a far perdere le sue tracce. Pare che tra i suoi “obiettivi d’interesse” vi sia stato un furgone aziendale. Che tuttavia i ladri non sono riusciti per tempo a trafugare.

E quello da “Falboricambi” non è stato l’unico colpo gobbo andato in scena durante la stessa nottata. Già, perché ignoti – facile supporre possa essersi trattato della stessa banda – hanno forzato pure gl’ingressi a vetrata di due altri grossi esercizi commerciali. Presi di mira “L’elefante Cash & Carry” e il “Decathlon”, ubicati nella stessa area industriale e commerciale a pochissima distanza dalla rivendita d’autoricambi. Il primo è un ingrosso d’alimentari, liquori ed altre categorie merceologiche, il secondo un grande negozio d’articoli per lo sport. Qui i colpi sono andati miseramente a vuoto completo, per il contemporaneo sopraggiungere delle pattuglie dell’istituto di vigilanza privato e dei carabinieri del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia cittadina, che ha sventato le altre due progettate azioni furtive.

Le indagini, scattate immediatamente da parte dei militi dell’Arma guidati dal tenente Cesare Calascibetta, sono tuttora in corso.         

 

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