Circostanza assai singolare che un assessore comunale alla chetichella si dimetta per assumere la carica di consigliere comunale e circostanza ancor più singolare che del “caso” tanto lo stesso ex assessore quanto il sindaco od altri non diano alcun tipo di spiegazione politica o “tecnica” che essa sia durante la seduta del Consiglio comunale in cui tale passaggio è avvenuto.

Ed essendo ciò avvenuto a Corigliano Calabro, ancor più singolare è il fatto che l’amministrazione comunale in carica retta dal sindaco Giuseppe Geraci non abbia diffuso alcun tipo di comunicato sulla “cosa”, con una strana disparità di trattamento tra questa “cosa” e “cose” simili (fino a un certo punto…) del recente passato. Del “caso Apicella” (foto) noi ci siamo occupati sabato 30 settembre scorso. 

http://www.altrepagine.it/index.php/notizie/406-corigliano-apicella-dimesso-da-assessore-blocca-matteo-monte

La consegna del silenzio dell’amministrazione Geraci sulla “cosa” (questo ci dicono le nostre autorevoli fonti comunali) sta destando molti sospetti. E non solo e soltanto sulla volontà politica d’impedire l’eventuale ed ipotetico ingresso in Consiglio comunale dell’avvocato e giornalista Matteo Monte di cui c’eravamo occupati sabato scorso, ma pure nell’ambito della “partita” istituzionale e politica tuttora ben aperta sul tema dell’ipotizzata fusione istituzionale ed amministrativa tra il Comune di Corigliano Calabro e quello di Rossano.

Com’è noto, infatti, il sindaco Geraci ha per ben due volte, tra i mesi d’agosto e settembre scorsi, sollecitato al Consiglio comunale la revoca della deliberazione della stessa assemblea civica del primo febbraio 2016 che diede impulso al processo di fusione col Comune di Rossano. Nelle due occasioni a Geraci venne a mancare quella che fu la propria maggioranza consiliare. Che, chiamata a perorare la sollecitazione del sindaco, fece emergere in modo chiaro il venir meno della sua esistenza, fatto supportato pure da dichiarazioni pubbliche da parte di taluni consiglieri. La questione relativa alla fusione con Rossano, insomma, ha decretato la morte dell’ex maggioranza Geraci. Purtuttavia il sindaco non s’arrende. Ben conscio del fatto che tra le minoranze vi sono numerosi consiglieri che voterebbero favorevolmente sulla sua richiesta di revocare la delibera che accese il processo di fusione, avrebbe deciso di correre ai ripari. E di farlo in modo originale. Le dimissioni da assessore di Apicella e la sua attuale presenza tra i banchi del Consiglio comunale potrebbero, infatti, essere strumentalmente funzionali all’eventuale convocazione d’una seduta in cui si riesca finalmente a revocare quella scomoda delibera del 2016 in favore della fusione. Magari prima del pronunciamento da parte del Consiglio di Stato sul ricorso pendente e finalizzato all’annullamento del Referendum consultivo popolare del prossimo 22 ottobre convocato dal Presidente della Regione Calabria ed i cui comizi elettorali tra i due opposti fronti del “Sì” e del “No” sono già nella fase “calda”.

Dopodichè l’asso anti-fusione Apicella potrebbe pure tornare a fare l’assessore! Dopodichè per un eventuale ipotetico ingresso di Monte in Consiglio comunale potrebbe essere troppo tardi. Già, perché il Consiglio comunale di Corigliano Calabro è tuttora sub judice da parte degli alti organi dello Stato che potrebbero decretarne lo scioglimento anticipato per infiltrazioni di tipo mafioso.    

 

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