Davvero un’ottima paparazzata, non c’è che dire. Soprattutto di questi tempi.

Tempi, a Corigliano Calabro, di campagna elettorale in vista del Referendum consultivo popolare del prossimo 22 ottobre sulla proposta di fusione istituzionale ed amministrativa tra il Comune di Corigliano Calabro e quello di Rossano.

Che vede i due “confabulanti”, il sindaco Giuseppe Geraci e l’ex parlamentare ed ex assessore regionale Giovanni Dima, appartenenti alla stessa razza politica destrorsa ed alleati-poco-alleati nell’attuale compagine comunale, schierati su fronti opposti.

Il primo mai una dichiarazione sulla propria intenzione di voto. Infatti, per non farsi capire, dice Nein. Il secondo s’è invece consacrato come il leader politico condottiero del fronte del “Sì” a Corigliano Calabro, con a Rossano un alter ego, Giuseppe Graziano, attuale consigliere regionale, stessa razza politica con qualche sfumatura e un po’ maculata.

Lo scatto fotografico rubato lungo la trafficatissima Via Provinciale al duo che s’ama-non s’ama Geraci-Dima è proprio delle ultime ore. Già, ma qual è l’oggetto dell’incontro ravvicinatissimo e senza testimoni che potrebbe essere stato anche del tutto casuale?

Il nostro paparazzo ci viene in lieve soccorso: origliando un po’, ha di fatto sentito proprio “puzza di fusione”. Con Dima che rimprovera Geraci d’avergli sottratto due importanti “pedine”, l’ex funzionario esterno del Comune Gilberto Capano e l’ex assessore comunale Giuseppe Pucci, stesso pedigree politico dei due “dialoganti” oggi un po’ sfumato…

 

 

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