Sull’Albo pretorio del Comune di Corigliano Calabro campeggia un atto di liquidazione del Settore Affari generali (numero 555 del 19 settembre scorso) attraverso il quale si pagano le ore di lavoro straordinario a sette dipendenti dell’Ente che hanno svolto attività d’assistenza durante i lavori del Consiglio comunale da gennaio di quest’anno fino allo scorso mese d’agosto.

Si tratta di Immacolata Palmieri, Antonietta Durante, Marco Laudonia, Gennaro Perrelli, Vincenzo Perri, Francesco De Bello e Vincenzo Spataro.

In pratica: due impiegate presso la Segreteria generale, un tecnico audio-video, tre uscieri, ed un fabbro che durante i lavori del civico consesso non lavora d’incudine e martello ma svolge le mansioni di “cameriere”, in sostanza depone bottiglie d’acqua sui banchi di sindaco, assessori e consiglieri comunali. Naturale o frizzante, a seconda delle preferenze personali, a temperatura ambiente durante i mesi freddi, freschissima durante i mesi caldi. E il più pagato dei sette è proprio l’ex fabbro novello “cameriere”. Che, con le sue 52 ore di lavoro straordinario, s’è guadagnato 601,81 euro, arrivando per la precisione terzo ma per una manciata d’euro rispetto ad una delle impiegate della Segreteria generale ed al tecnico audio-video.

Tale atto di liquidazione sta mandando in bestia gli agenti in forza al corpo di Polizia municipale. Ai vigili, infatti, il Comune è dal 2011 che non corrisponde il salario accessorio previsto per il lavoro che hanno svolto e che continuano a svolgere durante i giorni festivi, ed il salario relativo alle frequenti missioni che essi effettuano, a volte pure durante giorni festivi, per i trattamenti sanitari obbligatori disposti dal sindaco e che spesso li portano ad accompagnare le persone affette da gravi patologie presso strutture sanitarie molto distanti da Corigliano Calabro, sovente fuori regione… 

 

 

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