Che il sindaco di Corigliano Calabro Giuseppe Geraci non avesse dalla propria parte la maggioranza dei consiglieri comunali proprio con lui eletti noi lo sapevamo già. E sappiamo pure di più in relazione al nulla di fatto passato nelle cronache canoniche dell’“evento” di ieri. Il sindaco Geraci è tenuto infatti sotto scacco da alcuni consiglieri della sua ex maggioranza consiliare politicamente inodore ed insapore, oltre che incolore. I quali, quasi a fine mandato, gli stanno facendo pagare il conto figuraccia dopo figuraccia di promesse non mantenute o di patti non rispettati.

Che con l’ipotetica fusione istituzionale ed amministrativa tra i Comuni di Corigliano Calabro e Rossano nulla c’entrano. Esponendo ad un pubblico ludibrio che soltanto una figura politica e – purtroppo – istituzionale, consunta, senza alcuna autorevolezza, qual è Giuseppe Geraci, riesce ancora e stoicamente a reggere. Per questo meriterebbe una medaglia.

Durante la seduta del Consiglio comunale di ieri, durata una decina d’ore, ad un certo punto ha chiesto – per la seconda volta in un mese – che l’organo istituzionale revocasse la propria deliberazione del primo febbraio 2016, vale a dire quella che diede impulso al processo di fusione tra Corigliano Calabro e Rossano per come previsto dalle leggi. Ma, a dispetto d’un paio di sospensioni dei lavori consiliari che hanno preceduto la sua richiesta ed a lui stesso servite per riunire la propria fu maggioranza, ha ricevuto una nuova pernacchia in faccia. 

Di fronte a questo quadro è naturale come una classe politica di mezze calzette quale quella attualmente in carica tra i banchi del Consiglio comunale di Rossano appaia un gigante. E quest’ultimo quadro ha prodotto una proposta di fusione sgangherata dai suoi necessari binari istituzionali, praticamente in mano ad allupati, allupatissimi soggetti politicanti esterni ai due consigli comunali. Allupatissimi soggetti pressoché rossanesi con qualche coriglianese di contorno, con gruppi animati di nani e di ballerine che grazie a costoro da qualche mese hanno scoperto un giocattolo con cui da bambini non avevano mai giocato, la politica. Che non è un giocattolo né un gioco, ma che dovrebbe essere una cosa seria.

Che succederà da qui al 22 ottobre prossimo – data fissata dalla Regione Calabria per il Referendum consultivo dei cittadini sul processo di fusione in atto – ed eventualmente proprio in quella data? A Corigliano Calabro si tocca con mano una netta prevalenza del “No”. Che – per argomentazioni – si sostituisce alla non autorevolezza di Geraci e dei “suoi”. A Rossano ci pare prevalga la posizione del “Sì”, ma non mancano le espressioni contrarie ed autorevoli osservatori rossanesi sono pronti a scommettere che eventualmente il 22 ottobre non mancheranno sorprese.                   

 

 

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