Ormai si è perso il conto della moltitudine di migranti arrivati in Italia ed in quest’ultimo anno anche il porto di Corigliano Calabro è fra quelli in lizza per insidiare la leadership degli sbarchi, fin qui incondizionatamente detenuta da Lampedusa. I poveri migranti arrivano nel porto di Corigliano, sbarcano dalle navi delle organizzazioni non governative di turno, vengono identificati (si spera), ricevono le prime cure, e poi, con sacrifici enormi da parte dell’amministrazione comunale, vengono ospitati nelle più svariate strutture di fortuna. Poi, in attesa di essere ricollocati, restano uno o più giorni sul territorio di Corigliano, ma se a qualcuno va, può anche scappare. Sarà capitato a tanti di noi, in questi giorni, di imbattersi in gruppi o gruppetti di giovani africani, nella stragrande maggioranza maschi.

Lo Stato ed i comuni, giustamente, si preoccupano delle esigenze basilari di sussistenza, provvedendo al vitto e all’alloggio e forse quelli più fortunati percepiscono anche una paghetta per le piccole spese. Guardando la moltitudine di quei giovani uomini, ho provato ad immaginare come ci possa sentire in una realtà totalmente sconosciuta, ma per fortuna, finalmente al sicuro, poi notando gli sguardi carichi di testosterone, di alcuni di loro, nel mentre passeggiando incrociano donne nel succinto abbigliamento estivo, ho fatto a me stesso un’imbarazzante domanda: ma tutti questi maschi oltre che mangiare e dormire non hanno anche l’esigenza di compiere atti sessuali? Come faranno considerate le difficoltà di alloggiamento? Se ne priveranno? Difficile, perché si sa che l’uomo deve spargere il suo seme.

E allora, anche per evitare “atti inconsulti”, sempre possibili, da parte di chi si trova impossibilitato ad esplicare un’attività fondamentale nella vita di un essere umano, sarebbe opportuno che le istituzioni, Caritas e Boldrini comprese, cominciassero a preoccuparsi anche di questo problema, fin qui considerato tabù.

Certo l’ideale sarebbe che le attività si’esplicassero in compagnia di un’innamorata partner, ma in mancanza, e questa è la provocazione scherzosa, ma non troppo, di oggi, suggerirei di aggiungere alla paghetta un surplus settimanale per recarsi dalle parti della Strada statale 106, oppure, invece di prevedere l’alloggiamento di fortuna nei palazzetti dello sport e nelle scuole, si potrebbero individuare ed utilizzare delle…segherie dismesse.

                                                                                                                                       * scrittore

 

 

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