(titolo liberamente ispirato dal Dottor Zivago)

In altri tempi la parentela con uomini politici era sicuramente un privilegio. Ci volevano anni (o forse mai) per scoprire i rapporti familiari che intercorrevano tra chi ricopriva un qualunque posto nel “pubblico” ed uomini politici sicuramente non estranei alla vincita di questo o quel concorso o all’attribuzione di prestigiosi incarichi. Nell’era di Internet, dei blog e di Facebook, della trasparenza e dell’accesso agli atti, per i “parenti di” tutto è diventato più difficile e spesso si è anche penalizzati. Come nel caso dell’avvocatessa Lara Felicetti, la quale ha avuto la “sventura” di essere nientepocodimenochè la nuora del sindaco di Corigliano Calabro, Giuseppe Geraci, e contemporaneamente in “prima fila” nella graduatoria del concorso, a suo tempo espletato, per il ruolo di comandante dei vigili urbani.

In un paese normale, la graduatoria sarebbe già andata a scorrimento con la chiamata del secondo, terzo e quarto classificato, considerata la cronica carenza del corpo dei vigili e le sempre più importanti funzioni ad esso attribuite. Ma così non è stato. Ciclicamente, a Corigliano Calabro, fastidiosa come l’arrivo di una cartella ex Equitalia, viene trasmessa una nuova puntata della telenovela che riguarda il “benedetto” o “maledetto” posto di comandante dei vigili urbani e seguenti in graduatoria http://www.altrepagine.it/index.php/notizie/362-corigliano-geraci-e-il-bando-lo-della-nuora

Non voglio addentrarmi nel campo dei concorsi, delle graduatorie, dei diritti, degli interessi legittimi, delle delibere e delle revoche, perché rischierei di perdermi. Voglio solo fermarmi al più elementare campo dell’“inopportunità politica”, che ha prevalso sulle legittime aspettative di chi attende da anni di essere chiamato a ricoprire un posto di lavoro, per il quale ha svolto un concorso, ha studiato e si è sacrificato. Quindi, a mio parere, a questo punto è l’inopportunità politica che deve essere sacrificata. Necessita solo decisione e la convinzione di operare una scelta, che, come sempre, qualcuno criticherà, ma certamente non illegale o fraudolenta. Con questo coraggioso e tardivo atto, il famoso suocero eliminerebbe, una volta per tutte, lo scottante argomento. Del quale si parlerebbe giusto il tempo dell’insediamento, ma con l’effetto collaterale duraturo di togliere agli avversari politici un ghiotto argomento di gossip utilizzato, presumo, come arma politica di ritorsione.

Concludo con la certezza che l’avvocatessa Felicetti sarebbe un ottimo funzionario dei vigili urbani di Corigliano Calabro, ed inoltre, in un ipotetico concorso di bellezza tra colleghe, avrebbe ben poche rivali in Italia. Personalmente, consiglierei alla stessa di pensarci più volte prima di accettare eventualmente un posto che potrebbe rivelarsi “avvelenato” e difficile da ricoprire, o in mancanza anche un beau geste di rinuncia che metterebbe comunque la parola fine a questa storia. Ricordo che in un passato remoto e prossimo il comando dei vigili urbani ha usurato gente molto “tosta” e l’eventuale “malcapitata” potrebbe essere, tra l’altro, il capro espiatorio ideale al quale attribuire colpe e responsabilità storiche dei tanti disservizi coriglianesi. Ma questa è una scelta che solo lei potrà eventualmente fare, e se la vocazione di vestire la divisa c’è, perché non metterla alla prova?

                                                                                                                                                 * scrittore

 

 

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