Caro Giuseppe, ho sempre criticato quelli che si scrivono a mezzo stampa, soprattutto quando si conoscono, si telefonano o si sono telefonati e magari sono anche amici. Tenterò di non scendere in bassezze scandalistiche compromettendo i nostri buoni rapporti, ti ho già detto e ti confermo che non credo ad una sola parola delle cattiverie riportate da un noto blog cosentino. Ti ringrazio molto per la tua scelta di replicare alla mia provocazione http://www.altrepagine.it/index.php/notizie/357-fusione-la-controprovocazione-del-generale da te stesso definita «sarcastica» e «favolistica»

e la tua addetta stampa potrà confermarti che smentire una notizia o replicare ad un articolo sgradito significa dare la notizia due volte ed ora anche una terza, in quanto il mio narcisismo di scrittore mi impone di risponderti con lo stesso strumento.

Inizierò precisandoti che non ho mai detto o scritto che tu abbia finalizzato il tuo impegno per la fusione pensando di risolvere le tue questioni personali derivanti dal possibile o probabile abbandono del seggio. Ho detto piuttosto che in tale sciagurata evenienza, qualora non ti riuscisse di diventare deputato o senatore, niente di male a fare il sindaco della città unica ed ho persino detto che sei dinamico ed anche bravo. Forse ciò ti è sfuggito, avresti preferito un calcio negli stinchi? Non credo, ma ormai avevi deciso che dovevi replicare a tutti i costi ed hai tentato, benché maldestramente, di delegittimare le mie opinioni sferrando un colpo da “ko” sotto la cintura, andato però a vuoto.

Annunciare pubblicamente che non c’era posto per me nella tua struttura di scienziati, dei cui titoli ti sei ampiamente compiaciuto, a mio parere è stata una caduta di stile non consona alla tua persona. Sai bene che tutte le volte che ci siamo piacevolmente incontrati ti ho parlato di fatti politici, di strategie e di progetti, giammai di esigenze personali, del resto tu sai bene che io conosco le regole del sistema e so per certo che un politico che non sia un Craxi o un De Gasperi non prenderebbe mai con sé una testa pensante, ma sceglierebbe solo yesman. Per chiudere definitivamente l’argomento, ti ricordo che sono molto occupato nella gestione di attività turistiche in Italia e all’estero e mai avrei avuto il tempo tanto meno la voglia di recarmi a Reggio Calabria. Ormai, ahimè, ho anche un’età! In ogni caso ti perdono, però permettimi di farti notare che anche in questo caso non saresti stato lungimirante: ammesso che te l’avessi chiesto, e ribadisco di non averlo fatto, avresti dovuto accettarmi, così avresti potuto dare inizio alla fusione di Rossano con Corigliano con un piccolo fatto concreto e simbolico, cioè l’accettazione sincera di un coriglianese.

Per tornare al nocciolo della questione, ho già detto che l’iniziativa della fusione tra Rossano e Corigliano Calabro è lodevole, bella, suggestiva, moderna e ricca di speranze. Ho solo espresso alcune riserve sul metodo, dicendo che per superarle sarebbe opportuno avere uno studio di fattibilità sulla futura organizzazione della città unica. Qualcosa di più ho detto dal punto di vista politico, perché se è vero che insieme si conterà di più, già in un recente passato c’era da schierarsi uniti e si è persa l’occasione di mostrare lealtà preferendo di percorrere altre strade, per non parlare, poi, delle manovre semiclandestine atte alla spoliazione dell’ospedale di Corigliano. Ma non tutto è perduto, si può sempre rimediare (e questa è la provocazione di oggi): per convincere i più riottosi e malfidati si potrebbe, ad esempio, inserire un patto tra gentiluomini nell’atto di fusione che preveda di allocare in primis a Corigliano qualche presenza istituzionale aggiuntiva qualora si riuscisse ad ottenerla!

Ma il mio monito va anche e soprattutto ai politici coriglianesi che invito ad agire come i colleghi rossanesi e cioè a visitare con continuità Rossano, non per partecipare a ripetitive riunioni dei comitati per il Sì al referendum sulla fusione ma per perlustrare il territorio ed apprendere i segreti necessari a completare i lavori pubblici ed a costruire strade larghe quindici metri! Concludo esprimendo dispiacere nel saperti non interessato alla carica di sindaco della città unica, sono certo che potresti fare un ottimo lavoro.

Infine, in nome della nostra vecchia amicizia, ti prego di chiedere al membro ridente del coordinamento delle associazioni, al quale manca totalmente il senso dell’ironia compensato però da un grande ego, di riguardarsi l’annuario degli amministratori di Corigliano e forse scoprirà che qualche titolo per parlare e scrivere lo si possiede! Con amicizia immutata.

 

          * scrittore, assessore del Comune di Corigliano Calabro dal 1985 al 1990 e consigliere dal 1990 al 1993

 

 

 

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