Dal carcere ai domiciliari e ora di nuovo in carcere. S’aggrava in modo consistente la misura cautelare adottata dalla magistratura nei confronti di Natale Gencarelli, 46 anni (foto)residente in contrada Mandria del Forno di Corigliano Calabro. Sulla scorta di due dettagliate informative dei carabinieri delle Compagnie di Corigliano Calabro e di San Marco Argentano, infatti, i giudici della seconda sezione penale della Corte d’appello di Catanzaro ne hanno disposto la revoca della misura cautelare agli arresti domiciliari al cui regime era formalmente sottoposto da alcuni mesi, applicando nei suoi confronti nuovamente il regime cautelare detentivo in carcere.

Perciò, l’uomo è stato prelevato dalla propria abitazione da parte degli stessi militi dell’Arma e tradotto presso la casa circondariale di Cosenza cui è stato nuovamente associato. Già, perché adesso a Gencarelli viene contestata l’aggravante del metodo mafioso in relazione all’estorsione per la quale, il 26 marzo del 2016, era stato arrestato dai carabinieri di Corigliano in flagranza.

Era la vigilia di Pasqua quando il 46enne, volto già peraltro noto negli ambienti investigativi locali, era stato sorpreso dai carabinieri in forza al Nucleo operativo radiomobile della Compagnia coriglianese all’interno di un’azienda ubicata nella zona nei pressi della popolosa frazione Cantinella di Corigliano Calabro proprio mentre riscuoteva una somma di denaro contante a titolo estorsivo. Mille euro: soltanto l’“anticipo” d’una richiesta complessiva di cinquemila nei confronti dell’imprenditore vittima attivo tanto nel settore agricolo quanto in quello della vendita di carni macellate. Era stato lo stesso imprenditore a denunciare Gencarelli. Di concerto coi detective dell’Arma gli aveva dato appuntamento per la consegna del “pizzo”, cui puntualmente s’erano fatti trovare pure i militari che gli avevano immediatamente stretto i ferri ai polsi e l’avevano tradotto in carcere, dapprima a Castrovillari e poi a Cosenza.

Il processo nei confronti di Gencarelli comincerà il prossimo 18 luglio dinanzi al collegio penale del Tribunale di Castrovillari.

Durante i mesi in cui era assegnato agli arresti domiciliari l’uomo non solo è stato segnalato dai carabinieri delle due Compagnie ripetutamente fuori dalla propria abitazione, ma pure in contesti riconducibili ad attività illecite. Che ne hanno giustificato l’aggravamento del reato d’estorsione contestato e della relativa misura cautelare in forza delle stesse comunicazioni di notizie di reato.    

 

 

 

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