Tra i numerosi tasselli del corposo mosaico investigativo che fecero da corollario allo scioglimento per infiltrazioni di ‘ndrangheta degli organi amministrativi del Comune di Corigliano Calabro, avvenuto nel giugno del 2011, vi furono le ingerenze della criminalità organizzata locale nella gestione del Mercato ittico ubicato nella frazione marina di Schiavonea (foto).

Il dato di fatto è riportato tanto nella relazione che l’allora prefetto di Cosenza Raffaele Cannizzaro trasmise all’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni, quanto nella relazione di quest’ultimo al Consiglio dei ministri, allora presieduto da Silvio Berlusconi, che deliberò lo scioglimento del Comune decretato dall’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al cui provvedimento la stessa relazione del ministro è allegata.

La società che gestiva allora e che ancora oggi gestisce il Mercato ittico di Schiavonea si chiama Meris Srl. Una municipalizzata “a tutto tondo” dal momento che il 97,5% delle sue quote sono detenute proprio dal Comune di Corigliano Calabro.

Ed oggi la storia del 2011 sembra potersi ripetere. Già, perché la Commissione d’accesso al Comune di Corigliano Calabro, nominata ed inviata nella sede municipale di Palazzo Garopoli dal prefetto Gianfranco Tomao lo scorso 7 marzo anche sulla gestione del Mercato ittico ha puntato i propri riflettori. Proprio come ve li hanno puntati – e già da tempo – i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro i quali negli ultimi mesi hanno delegato alla Guardia di Finanza diverse attività d’indagine e d’acquisizione documentale presso la sede stessa del Mercato ittico che insiste nell’area portuale di Schiavonea, e non solo.

Della “cosa” ci eravamo occupati lo scorso 14 maggio http://www.altrepagine.it/index.php/320-corigliano-la-commissione-d-accesso-punta-l-occhio-sul-mercato-ittico. Ma un mese e mezzo fa non disponevamo di notizie circa alcuni singolari accadimenti nel frattempo occorsi. Approfondiamo. È importante considerare la tempistica dei fatti che seguiranno in cronaca.

Verso la fine dello scorso mese di febbraio presso il Mercato ittico di Schiavonea v’è l’ennesima visita ispettiva della Guardia di finanza, mentre il 7 marzo nel municipio coriglianese giunge la Commissione d’accesso prefettizia, composta dal prefetto Filippo Romano, dal dirigente del Ministero dell’Interno Antonio Scozzese e dal sottotenente della Guardia di finanza del Gruppo di Sibari Giulio D’Avanzo. Quest’ultimo fatto negli ambienti del Mercato ittico accende un certo nervosismo. Già, perché si pensa a quel che nel 2011 fece emergere – tra l’altro – lo scioglimento del Comune, e perché si fa un naturale collegamento con le insistenti visite degli ultimi mesi da parte della Guardia di finanza. C’è un grosso problema. La società di gestione dei servizi del Mercato ittico, Meris Srl, non approva i propri bilanci dall’anno 2013. S’ipotizzano forti pressioni sul sindaco Giuseppe Geraci – quale rappresentante legale del Comune che di Meris Srl detiene la quasi totalità delle quote ma che praticamente da anni non ne controlla affatto le attività – al fine d’ottenere l’approvazione dei bilanci del 2014, del 2015 e del 2016. Il 13 marzo – alla chetichella – si tiene infatti un’assemblea ordinaria dei soci. Ma la rappresentanza dei soci privati non si presenta. All’appuntamento ci sono soltanto il rappresentante della quasi totale rappresentanza societaria pubblica, vale a dire proprio il sindaco Geraci il quale è accompagnato dall’assessore al Bilancio Mauro Stellato, ed il commissario liquidatore rappresentante legale di Meris Srl Giuseppe Flotta.

In quella seduta – tenuta a distanza di soli sei giorni dall’insediamento in municipio della Commissione d’accesso prefettizia – vengono approvati i bilanci societari di Meris Srl di ben tre annualità. Che il sindaco Geraci – in carica dal 2013 – chissà per quali motivi non aveva fino ad allora approvati. E il 27 marzo i bilanci approvati da Meris Srl vengono trasmessi, da parte del commissario liquidatore Flotta per i depositi di legge, alla Camera di Commercio di Cosenza che aveva già da qualche tempo dichiarata “inattiva” la società di gestione del Mercato ittico di Schiavonea proprio perchè non depositava i propri bilanci. Tutti fatti “casuali”?  

 

 

 

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