V’è un clima di nervosissima attesa a Corigliano Calabro per l’esito dell’accesso in Comune della commissione nominata ed inviata in municipio dal prefetto di Cosenza Gianfranco Tomao, lo scorso 7 marzo, al fine d’accertare eventuali condizionamenti da parte della criminalità organizzata locale nell’attività amministrativa dell’ente durante il mandato elettivo dell’attuale sindaco Giuseppe Geraci e dell’esecutivo da lui nominato, e del mandato del Consiglio comunale in carica eletto con Geraci nella tarda primavera del 2013. Proprio oggi sono stati compiuti i tre mesi dall’insediamento dell’organismo prefettizio composto dal neo prefetto di Siracusa Filippo Romano, dal dirigente in quiescenza del Ministero dell’Interno Antonio Scozzese e dal sottotenente della Guardia di Finanza del Gruppo di Sibari Giulio Tavanzo.

La Commissione d’accesso avrebbe motivatamente richiesto ed ottenuto da parte del prefetto Tomao l’unica proroga prevista dalla legge al proprio mandato per un periodo massimo d’ulteriori tre mesi. Purtuttavia, in municipio non è giunta alcuna comunicazione circa la proroga. E ciò – da alcuni giorni e in particolare durante la giornata odierna – sta alimentando un nervosismo a fior di pelle nell’intera compagine amministrativa coriglianese, e, in particolare, in seno alla Giunta del sindaco Geraci e nella maggioranza che li sostiene in Consiglio comunale. Tutti – pure le minoranze consiliari – vorrebbero sapere se da qui a poco potrebbero “morire” della stessa morte che toccò al Consiglio comunale eletto nel 2009 e sciolto due anni dopo per infiltrazioni, ingerenze e condizionamenti da parte della ‘ndrangheta locale nell’attività amministrativa.

La proroga dei poteri d’accesso vi sarebbe, dunque. E sarebbe stata dettata da due nuovi dossier che da una decina di giorni sarebbero nelle mani della stessa Commissione prefettizia. Carte che scottano tra le mani e contenenti nomi, cognomi, soprannomi, fatti, circostanze ed accuse, con in calce due distinte firme. Carte in merito alle quali la triade prefettizia avrebbe quindi l’ovvia intenzione di svolgere le proprie indagini e tutti gli accertamenti al fine d’avvalorare i sospetti per i quali il prefetto l’ha nominata ed inviata a Palazzo Garopoli (foto), sulla scorta d’una inchiesta giudiziaria da tempo in atto da parte della Procura distrettuale antimafia di Catanzaro che presto potrebbe condurre a clamorosi sviluppi. Indagini che sono già cominciate. E lontano dai tanti occhi indiscreti che guardano all’interno e dall’interno del “palazzo dei sospetti”. Un dipendente comunale dell’autoparco, infatti, nei giorni scorsi è stato invitato a comparire presso la caserma “Carmine Perrone”, sede del Gruppo della Guardia di Finanza di Sibari.

Negli ambienti comunali il nervosismo è salito alle stelle se si pensa che oggi pomeriggio qualcuno che occupa un posto ai vertici dell’amministrazione avrebbe proferito parole di pietra in merito alla mancata comunicazione ufficiale della proroga ai poteri d’accesso: «Se i commissari dovessero riaffacciarsi davanti al portone del municipio vorrà dire che li faremo tornare nel luogo da dove essi saranno partiti!». Altri esponenti della maggioranza-Geraci, invece, si dicono convinti che la Commissione prefettizia abbia già esaurito il proprio mandato e che adesso bisognerà attenderne soltanto gli esiti, palesando in merito estrema tranquillità in relazione ad un paventato secondo scioglimento degli organi elettivi comunali. Una tranquillità solo ostentata – anzi male ostentata – perché anche in costoro il nervosismo trasuda.

In serata s’è svolta una riunione della maggioranza-Geraci in vista dell’imminente convocazione d’una seduta di Consiglio comunale da incentrare sulla regolamentazione delle scadenze relative alla “Tari” (la tassa sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani), sulla regolamentazione dei giochi d’azzardo ed altre questioni da porre all’ordine dei lavori della prossima riunione della civica assise. Ma ciò è soltanto quel che emerge in via ufficiale. Già, perché il nervosismo di questi giorni avrebbe fatto emergere un’ipotetica intenzione del sindaco Geraci tesa a rassegnare le proprie dimissioni nel caso di proroga dei poteri d’accesso della Commissione prefettizia. Proprio in tal senso la confidenza di Geraci ad un proprio fedelissimo. Il primo cittadino ed i suoi potrebbero, infatti, non avere la necessaria “resistenza” nel dover continuare la loro attività amministrativa da qui ai prossimi mesi in presenza dei commissari.

L’ipotesi di dimissioni Geraci l’ha messa sul piatto della discussione durante la riunione di maggioranza di stasera? E se sì, con quali esiti? Lo vedremo. Se sì, nel vicino orizzonte potrebbe esservi lo scioglimento del Comune. E Geraci potrebbe avere acquisito “notizie” da un esponente calabrese del Governo presieduto da Paolo Gentiloni. Un esponente diverso dal ministro dell’Intermo Marco Minniti e presso il quale – questo si sussurra con insistenza negli ambienti politici locali – proprio nei giorni scorsi qualche referente l’avrebbe accompagnato…     

 

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