Sull’inutilità dell’attuale assetto istituzionale delle Province italiane è inutile sprecarci fiato, battute sulla tastiera o inchiostro. Ve n’è una, però, un tempo gloriosamente positiva ed oggi più inutile delle altre: quella di Cosenza. Col suo presidente, Franco Iacucci, il quale per dimostrare al mondo che egli esiste, elabora una cervellotica sortita: «“La Provincia di Cosenza non ha mai concesso il proprio patrocinio al Motoraduno nazionale che si terrà a Corigliano i primi di giugno, né ha mai autorizzato gli organizzatori all’uso del logo dell’Ente sui manifesti pubblicitari”.

A dichiararlo è il Presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci, che prende nettamente le distanze dalla pubblicità sessista dell’evento, il cui messaggio allusivo e denigratorio nei confronti della figura femminile “indigna ed offende, perché fortemente discriminatorio”. Sulla vicenda interviene anche la Consigliera regionale di Parità, Tonia Stumpo, che si dice “disgustata da una tale mercificazione del corpo femminile, che porta con sé un giudizio di valore del ruolo della donna assolutamente negativo ed aberrante. Una scelta comunicativa che fa specie, perché fa intendere la donna come un mero oggetto e finisce col favorire l’allarmante fenomeno della violenza di genere”.
Franco Iacucci e Tonia Stumpo, congiuntamente, condannano il manifesto pubblicitario dell’evento e ogni uso improprio e sessista dell’immagine della donna, che offende l’intera società civile e progredita».

Iacucci e Stumpo sono seguiti a ruota – con un sermone-fotocopia – dal presidente della Giunta regionale Mario Oliverio di cui lo stesso Iacucci fino all’altro giorno è stato fedele segugio. E pure il governatore ovviamente “diffida” gli organizzatori del motoraduno dall’utilizzo del logo istituzionale della Regione Calabria. E a ruota ancora, Franco, Tonia e Mario sono seguiti da Franca, Franca Grillo, presidente della Pro loco di Corigliano Calabro, la quale – manco a dirlo – denuncia l’uso abusivo del logo della sua associazione dissociandosi dagli organizzatori dell’oramai imminente motoraduno coriglianese. Che viene descritto e dipinto come un’affollata congrega d’assatanati del sesso. Già: per avere messo in bella mostra sul manifesto pubblicitario due belle ragazze che a loro volta mettono in mostra culo e tette.

Tale ipocrisia politica allo stato brado ci fa venire in mente il migliore manifesto politico prodotto nella repubblica delle banane italiana (giusto per restare in tema): quello per la campagna d’adesioni al Partito radicale transnazionale affisso su tutti i muri delle città italiane in uno dei primi anni Novanta e recante l’enorme scritta “W la fica”. Che siano stati antesignani del sessismo attuale i radicali che proprio del rispetto della libertà sessuale – e non solo – hanno molto da insegnare a Franco, Tonia, Mario e Franca ed alla pletora d’ipocriti bacchettoni di culi e tette? O forse la consigliera di parità – per il proprio stesso ruolo – avrebbe voluto sul manifesto pure due bei ragazzi a torso nudo, in slip e “pacco” in evidenza?

Donne e motori gioie e dolori – si sa – ma stanno inscindibilmente insieme dai tempi d’Adamo ed Eva, e dappertutto. Quale scandalo, allora? Non ci resta che formulare i nostri auguri ed esprimere la nostra umana e politica solidarietà ai motoradunisti. Già: fosse questa la mancanza di rispetto verso le donne (e gli uomini)…            

 

 

Di admin