Strano come vanno le cose qui: da qualche ora ci siamo accorti che gli asini volano e le galline abbaiano. Perciò, abbiamo già scritto una lettera che consegneremo a “Ciccio” Sapia (foto) il quale la girerà ai suoi amici deputati e senatori del Movimento 5 stelle i quali presenteranno certamente un’interrogazione parlamentare al ministro della fauna per sapere com’è ‘sto fatto che gli asini volano e le galline abbaiano. Già, i 5 stelle. A Corigliano Calabro, per esempio, quando va alla grande si riuniscono in quindici e di movimento hai voglia a farne. Lì per formare una maggioranza basta essere uno o una che una laurea almeno ce l’ha e che quindi sappia accoppiare un predicato ed un complemento. E sono pochi, lì. Gli altri è importante che siano onesti, il resto non conta oppure è relativo.

Fu così che sopravvissero qui i 5 stelle dalla primavera del 2013 – quando s’affacciarono per la prima volta alla politica – fino ai giorni nostri in cui stanno mettendo a nudo senza alcun pudore incoerenze e contraddizioni che neppure Clemente Mastella dei tempi d’oro! Sono però un libro aperto i 5 stelle nostrani. Sono loro stessi a raccontarci che fino a qualche tempo fa chi teneva in mano i fili era Francesco Forciniti, giovane, avvocato e – soprattutto – politicamente piuttosto “attrezzato”. Era lui che portava i “quindici” sul proprio discorso in merito alle iniziative da intraprendere in Consiglio comunale attraverso il portavoce e detentore dell’unico seggio conquistato nella civica assise dall’allora candidato a sindaco, il sociologo Francesco “Ciccio” Sapia, persona stimabile e stimata.

A un certo punto però le cose cominciano a cambiare tra i 5 stelle coriglianesi. “Ciccio” – e gli altri tredici – cominciano a non ascoltare più Forciniti. Perché tra loro fanno sempre più “breccia” i discorsi di Rosa Silvana Abate, avvocato, la quale comincia a dominare la scena nell’ambito delle iniziative politiche che vengono messe in campo dal mini-movimento locale. Tra queste, il dibattito del 4 marzo scorso tenutosi presso il Centro sociale d’eccellenza cittadino sul tema della prospettata fusione istituzionale ed amministrativa tra i Comuni di Corigliano Calabro e Rossano. “Dibattito” moderato proprio da Abate e che s’era risolto in un monologante comizio del sindaco di Corigliano Calabro, Giuseppe Geraci, il quale aveva persino approfittato della pubblica occasione per attaccare quel giornalista le cui notizie proprio non gli garbano (ma questo è tutt’altro discorso).

Avviciniamoci ai giorni nostri. Il 17 maggio scorso sull’autorevolissimo quotidiano regionale on-line Corriere della Calabria viene pubblicato un articolo a firma del professor Ettore Jorio, docente dell’Università della Calabria e sin dal 2013 preziosissimo consulente del sindaco Geraci. Il tema è quello delle fusioni istituzionali ed amministrative tra Comuni calabresi. All’unisono – lo stesso giorno – i 5 stelle coriglianesi diffondono un comunicato stampa in tema di fusione Corigliano Calabro-Rossano che ricalca esattamente le tesi del consulente di Geraci. Ma v’è più. Sì, perché i cinquestellini nostrani chiedono la revoca della deliberazione sull’atto d’impulso alla stessa fusione Corigliano Calabro-Rossano adottata dal Consiglio comunale coriglianese il primo febbraio del 2016 con voto favorevole dello stesso consigliere Sapia e col consenso largamente maggioritario dei “quindici”. Soltanto Abate era contraria alla fusione, allora. Ed allora non s’era neppure capito perché. Ora, invece, per questioni da Azzeccagarbugli ammantate da legalitarismo cui a dare man forte v’è l’autorevole consulente del sindaco Geraci. E di politico v’è il nulla di nulla. Tant’è che Forciniti qualche giorno fa ha sentito la personale necessità di dover fare pubblicamente chiarezza, distinguendo nettamente la propria posizione che di fatto lo pone fuori dai cinquestellini coriglianesi.

A pensar male si fa peccato ma quasi sempre s’indovina. Andiamo con ordine. Il sindaco Geraci non potè fare a meno il primo febbraio del 2016 di portare in Consiglio comunale la proposta di deliberazione sull’atto d’impulso alla fusione Corigliano Calabro-Rossano – e di votare egli stesso favorevolmente – dal momento che era passato oltre un anno dall’omologa deliberazione votata favorevolmente ed all’unanimità dal Consiglio comunale di Rossano. Ragione per la quale Geraci non potrà mai permettersi il lusso politico d’esternare la propria contrarietà in merito alla fusione. Sembra però coram populo animato e determinato dallo spirito di farlo saltare il banco della fusione. L’obiettivo sarebbe di farlo saltare prima del Referendum popolare consultivo già convocato da parte della Giunta regionale calabrese per il 22 ottobre prossimo.

Già, ma che c’entrano con Geraci i cinquestellini? Per capirlo bisognerebbe scavare nei rancori professionali e personali tra qualche noto avvocato di Rossano e qualche suo collega altrettanto noto di Corigliano Calabro. E forse non basterebbe. Magari bisognerebbe scorrere i certificati di matrimonio presso l’anagrafe del Comune di Corigliano Calabro e l’elenco di numerosi ed onerosi incarichi legali affidati dallo stesso Comune, oppure rispolverare le carte di qualche importante e grossa transazione privata col Comune verso la fine degli anni Novanta e con Geraci pure allora sindaco. Gli amici – si sa – si vedono nel momento del bisogno. A far fottere le 5 stelle e la politica! Frattanto a “Ciccio” Sapia è toccata l’incombenza di girare la letterina ai senatori cinquestellini i quali hanno già presentato un’interrogazione al ministro della fauna. Già, perché qui gli asini volano e le galline abbaiano!        

 

 

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