Non siamo abituati a dare notizie sperando – come stavolta – di poter essere smentiti dati alla mano. Già, perché a dispetto della sicumera pubblica del sindaco Giuseppe Geraci (foto), dei suoi assessori e dei loro consulenti finanziari, dai corridoi di Palazzo Garopoli, la sede stessa del Comune di Corigliano Calabro, da qualche giorno raccogliamo insistentissime quanto infelicissime indiscrezioni. E dicono che il Comune amministrato da Geraci & Co. da qualche settimana non avrebbe il becco d’un centesimo d’euro in cassa. Già. Una totale assenza di liquidità che, in pratica, potrebbe mettere a rischio la corresponsione degli stipendi stessi di quanti proprio nel Municipio prestano servizio, i dipendenti comunali.

Una totale mancanza di liquidità di cassa che ha già bloccato, ovviamente, pure l’emissione di qualsiasi determinazione di pagamento di fatture ai fornitori di materiali e di servizi al Comune indirizzata all’istituto bancario di tesoreria. Con quest’ultimo che avrebbe inviato una formale comunicazione al Comune stesso, annunciando un legittimo diniego d’ogni tipo d’anticipazione di tesoreria. Tradotto: la banca che fa da tesoreria al Comune, lecitamente, avrebbe deciso di non anticipare cassa al Comune neppure per fare fronte al pagamento degli stipendi ai dipendenti stessi dell’ente.

Dito puntato verso l’Ufficio tributi comunale, che porterebbe scarsissimi risultati in termini d’entrate dell’ente, a causa soprattutto dei mezzi di cui dispongono gl’impiegati: poco efficaci ed antiquati. Pare, infatti, che l’Ufficio tributi adoperi un software obsoleto contenente banche dati dell’anagrafe tributaria non aggiornate. Pare che Soget Spa, la società già concessionaria dei servizi di riscossione comunali “cacciata” oramai da un anno e mezzo da parte del Comune stesso, al tempo non aveva fornito all’Ufficio tributi le banche dati aggiornate a quando il servizio di riscossione della Tarsu (la tassa sui rifiuti solidi urbani) era stato reintegrato a riscossione diretta da parte del Comune.

Ad oggi, addirittura, pare che Soget Spa non abbia fornito alcuna banca dati all’ente municipale relativa alle cartelle pregresse ancora e tuttora non riscosse, e che gli utenti che hanno in sospeso i pagamenti di tali cartelle – dapprima “dirottate” attraverso un manifesto d’avviso pubblico fatto affiggere dal Comune verso Municipia Spa, la nuova società di riscossione dei tributi comunali – siano stati poi nuovamente “indirizzati” all’Ufficio tributi. E che lì, paradossalmente, i responsabili, continuino a domandare informazioni a Soget Spa circa gl’importi che gli utenti interessati devono corrispondere. E che da Soget Spa, da dove in modo poco ortodosso si colloquia con l’Ufficio tributi comunale, via telefono si darebbero ai cittadini-utenti persino informazioni circa i numeri di conto corrente ove versare i tributi. Fatti strani, molto strani…

Vien da domandarsi, allora: Soget Spa non è stata “cacciata” da parte del Comune di Corigliano Calabro? Come mai ad oggi essa – come sembra –  non ha fornito alcuna banca dati di quei crediti o cartelle che aveva precedentemente gestito considerato che essa non ha alcun titolo per riscuotere in nome e per conto del Comune di Corigliano Calabro? Come mai l’Ufficio tributi continua a “collaborare” con Soget Spa? E poi: Municipia Spa da un anno e mezzo in qua garantisce introiti adeguati al Comune? E allora come mai la cassa del Comune oggi è vuota?

 

Di admin