«Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno Marco Minniti, ha deliberato lo scioglimento dei Consigli comunali di San Felice a Cancello (Caserta), Laureana di Borrello (Reggio Calabria), Bova Marina (Reggio Calabria) e Gioia Tauro (Reggio Calabria), per accertati condizionamenti dell’attività amministrativa da parte della criminalità organizzata». È quanto si legge nel comunicato diffuso stamattina da Palazzo Chigi. Che, nella Sibaritide, ricorda quello diffuso dallo stesso palazzo del Governo il 9 giugno del 2011, quando venne sciolto il Comune di Corigliano Calabro. Ora come allora in municipio v’è una Commissione d’accesso agli atti nominata ed inviata lo scorso 7 marzo dal prefetto di Cosenza Gianfranco Tomao, il quale nella stessa data ne ha pure nominata un’altra inviandola nel municipio del confinante Comune di Cassano Jonio

Stessa identica data nella quale il prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari, nominava ed inviava lo stesso tipo d’organismo collegiale nel Comune di Gioia Tauro, sciolto ben prima del termine di legge di tre mesi (eventualmente prorogabile per una sola volta e per altri tre mesi) assegnato alle commissioni d’accesso per produrre ai prefetti le loro relazioni sulle basi delle quali i prefetti relazionano poi al ministro dell’Interno che a sua volta eventualmente propone al Consiglio dei ministri le deliberazioni di scioglimento dei Comuni richiedendo l’emissione dei relativi decreti al Presidente della Repubblica.

Fondatissime, dunque, le indiscrezioni da noi pubblicate lo scorso 24 aprile provenienti da fonti vicine al ministro Minniti http://www.altrepagine.it/index.php/notizie/305-ndrangheta-corigliano-e-cassano-presto-sciolti che continuano a tenere col fiato sospeso le popolazioni, i partiti e i movimenti politici, e, soprattutto, i rappresentanti stessi delle Istituzioni locali di Corigliano Calabro e Cassano Jonio: sindaci, assessori e consiglieri comunali (nella foto, una seduta del Consiglio comunale di Cassano Jonio) ed il personale amministrativo dipendente dei due Comuni. Cosa potrà succedere o non succedere da qui alle prossime settimane a Corigliano Calabro e a Cassano Jonio è davvero difficile da poter prevedere.

Nel municipio di Corigliano Calabro durante la giornata di ieri i commissari hanno proseguito l’audizione di Enzo Claudio Gaspare Siinardi, ex responsabile comunale del Settore finanziario nominato dal sindaco Geraci con contratto di consulenza esterna e in seguito “promosso” dallo stesso primo cittadino nel ruolo politico d’assessore al Bilancio, Programmazione economico-finanziaria e Tributi, e successivamente ancora “cacciato”, audizione che era stata interrotta l’altro ieri http://www.altrepagine.it/index.php/notizie/315-corigliano-commissione-d-accesso-interrogatori-a-gogo. Ma hanno pure – e nuovamente – interrogato il sindaco Giuseppe Geraci, l’amministratore della società municipalizzata “Meris” che gestisce il mercato ittico di Schiavonea, Giuseppe Flotta, ed il segretario generale del Comune, Salvatore Bellucci, pure quest’ultimo più volte convocato da parte degli stessi commissari. Il viceprefetto Filippo Romano, il dirigente in quiescenza del Ministero dell’Interno Antonio Scozzese ed il sottotenente della Guardia di Finanza Giulio Tavanzo in servizio presso il Gruppo delle fiamme gialle di Sibari, inoltre, hanno preso in consegna una consistente mole d’atti prodotti da parte dei vari uffici comunali, che stanno “incrociando” con alcune risultanze d’indagini tuttora in corso tanto presso la Procura di Castrovillari quanto presso la Procura distrettuale antimafia di Catanzaro.

Molto più “silente” il lavoro dei commissari inviati nel municipio di Cassano Jonio. Qui le investigazioni e gli accertamenti del viceprefetto aggiunto Vito Turco, del funzionario ingegnere del Provveditorato interregionale opere pubbliche Sicilia e Calabria Francesco Trecroci e del capitano dei Carabinieri Francesco Barone, quest’ultimo comandante della Compagnia dell’Arma di Corigliano Calabro cui è sottoposta la stessa Tenenza di Cassano Jonio, pare stiano procedendo quasi esclusivamente sulla base documentale degli atti acquisiti – e con una presenza fisica molto più rarefatta da parte degli stessi emissari del prefetto – che gli stessi starebbero “incrociando” coi risultati di un’articolata quanto dettagliata informativa investigativa e giudiziaria redatta dalla Compagnia dei Carabinieri guidata dallo stesso capitano Barone e trasmessa per competenza ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

Cosa eventualmente celino e cosa eventualmente covi tra le “interessanti carte” passate sotto il microscopio a Corigliano Calabro e a Cassano Jonio non è ancora chiaro. Gl’ipotetici nodi che legano le attività amministrative condotte sotto i sindaci Geraci e Gianni Papasso ai sempiterni interessi della ‘ndrangheta locale, a quanto sembra, sono destinati a venire al pettine molto presto. Secondo le indiscrezioni più insistenti, infatti, tanto a Corigliano Calabro quanto a Cassano Jonio le commissioni d’accesso insediate il 7 marzo non dovrebbero richiedere alcuna proroga al prefetto. Eventualmente dovessero richiedere la prevista unica proroga trimestrale, potrebbero farlo proprio in questi prossimi giorni. Ma, stando a quanto trapela da Corigliano Calabro, la Commissione d’accesso potrebbe esaurire il proprio lavoro già entro il prossimo 24 maggio. Staremo a vedere.    

 

 

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