È cominciato con un rinvio tecnico il processo instaurato davanti ai giudici della Corte d’Assise di Cosenza – presidente Giovanni Garofalo, a latere Manuela Gallo – nei confronti del medico ospedaliero 55enne Sergio Garasto (foto), della 39enne Stefania Russo, della sua amica 45enne Nunziatina Falcone e del 35enne Piero Andrea Zangaro, amico d’entrambe le donne. Tutti di Corigliano Calabro. E tutti imputati d’un reato gravissimo: omicidio volontario premeditato ed aggravato in concorso tra loro.

Al fine d’incassare e probabilmente di dividersi il risarcimento d’una polizza assicurativa automobilistica per responsabilità civile. Un presunto delitto dai contorni agghiaccianti. Già, perché alla presunta vittima non sarebbe stata data addirittura la possibilità d’affacciarsi alla propria vita. Il presunto infanticidio avvenne la sera del 15 maggio 2012, quando il feto che l’imputata Stefania Russo portava in grembo aveva ben sette mesi di gestazione e di vita. Un delitto rubricato dalla Procura di Castrovillari nell’ambito della maxi-inchiesta denominata “Medical market” che vede nella scena centrale delle indagini proprio l’ospedale “Guido Compagna” di Corigliano Calabro. E il quartetto portato alla sbarra in Assise dal pubblico ministero castrovillarese Valentina Draetta deve rispondere proprio della ritenuta soppressione volontaria e premeditata del feto partorito dalla Russo presso il Pronto soccorso ospedaliero in cui prestava servizio il medico Garasto, il quale oggi lavora presso l’Unità operativa di Pneumologia dell’ospedale “Ferrari” di Castrovillari.

Si tratta del più grave dei ben 53 capi d’imputazione contestati ai complessivi 144 indagati di “Medical market” – tra i quali numerosi medici ed avvocati – che la mattina del 22 gennaio 2015 vide scattare manette ed altre misure cautelari, perquisizioni e sequestri da parte di Guardia di Finanza e Polizia di Stato sotto l’egida della Procura castrovillarese.

Garasto, Russo, Falcone e Zangaro oggi sono in libertà. Nel processo in Assise sono difesi dagli avvocati Antonio Pucci, Fabio Salcina ed Andrea Salcina. E proprio l’assenza giustificata per motivi di salute d’uno dei legali ha determinato il rinvio della prima udienza al prossimo 12 giugno. Il maxiprocesso nei confronti di tutti gli altri imputati si sta invece celebrando davanti ai giudici del Tribunale di Castrovillari.  

 

 

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