Intensissima giornata d’audizioni-interrogatorio quella odierna a Palazzo Garopoli (foto)la sede municipale di Corigliano Calabro, per la Commissione d’accesso agli atti nominata ed inviata dal prefetto di Cosenza Gianfranco Tomao su delega del ministro dell’Interno Marco Minniti lo scorso 7 marzo per accertare eventuali infiltrazioni di ‘ndrangheta nell’attività amministrativa del Comune. Il dirigente in quiescenza del Ministero dell’Interno Antonio Scozzese ed il sottotenente della Guardia di Finanza Giulio Tavanzo sono tornati in Municipio a distanza d’un paio di settimane dalla data della loro ultima visita ispettiva. Guadagnando l’uscio del “palazzo dei sospetti” intorno alle 11,30.

E da quell’ora si sono rinchiusi nel loro “ufficio bunker”. Dove hanno ascoltato, uno per volta e a porta serrata, la responsabile comunale del Settore Uso e governo del territorio – vale a dire l’Urbanistica – Tiziana Montera, il responsabile del Settore Manutentivo, Ambiente e Servizi cimiteriali Antonio Durante, il consigliere comunale di minoranza del Movimento 5 stelle Francesco Sapia. A tali audizioni è seguita una breve pausa pranzo dopo la quale, nel pomeriggio, gl’investigatori prefettizi hanno ascoltato il consigliere comunale Luigi Altomonte, esponente della maggioranza civica ispirata al centrodestra che sostiene il sindaco Giuseppe Geraci, e poi l’ex assessora comunale allo Sport, Turismo, Spettacolo e Grandi Eventi Maria Francesca Ceo, e poi ancora l’ex responsabile del Settore finanziario del Comune nominato dal sindaco Geraci con contratto di consulenza esterna e in seguito “promosso” dallo stesso primo cittadino nel ruolo politico d’assessore al Bilancio, Programmazione economico-finanziaria e Tributi, e successivamente ancora sorprendentemente ed inspiegabilmente “cacciato”, Enzo Claudio Gaspare Siinardi, divenuto la serpe in seno di Geraci e della sua amministrazione per gli scontri sotterranei e meno sotterranei che il suo modo d’amministrare provocava. Scontri spesso “diretti”. Come quello che gli costò la “cacciata”, vale a dire quello con l’attuale segretario generale del Comune Salvatore Bellucci. L’audizione-interrogatorio di Siinardi, dallo stesso formalmente richiesta e sollecitata nelle scorse settimane, è stata l’ultima e, a quanto pare, la più articolata anche in considerazione della mole di denunce pubbliche e meno pubbliche prodotta nei mesi passati da parte dello stesso Siinardi.

Audizione-interrogatorio quella di Siinardi non esaurita nella giornata odierna – i commissari sono rimasti in Municipio fino alle 19 circa – e che proseguirà, quindi, nella giornata di domani.

Nulla è trapelato – per il momento – in merito ai contenuti delle audizioni-interrogatorio di oggi, che vanno a sommarsi a quelle delle scorse settimane durante le quali sono stati sentiti il sindaco Geraci, alcuni suoi assessori ed alcuni tra funzionari ed impiegati del Comune. I commissari, inoltre, hanno preso in consegna una consistente mole d’atti prodotti da parte dei vari uffici comunali, che stanno “incrociando” con alcune risultanze d’indagini tuttora in corso tanto presso la Procura di Castrovillari quanto presso la Procura distrettuale antimafia di Catanzaro.

S’indaga insomma, e lo si fa anche dall’interno del “palazzaccio” coriglianese finito nuovamente nell’occhio del ciclone a distanza di pochi anni dal primo scioglimento degli organi elettivi per infiltrazioni di ‘ndrangheta decretato nel 2011 dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

La Commissione d’accesso dovrà esaurire le proprie indagini alla scadenza dei tre mesi dalla sua nomina, vale a dire entro il prossimo 7 giugno, scadenza eventualmente prorogabile su sua stessa richiesta per una sola volta e per altri tre mesi. Ma da quanto trapela non vi dovrebbe essere alcuna richiesta di proroga. E – se così effettivamente sarà – la Commissione potrebbe consegnare la propria prevista relazione al prefetto già nel prossimo mese di giugno. Sulla base di questa il prefetto relazionerà al ministro dell’Interno Minniti, il quale potrebbe richiedere al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’emissione del secondo decreto di scioglimento del Comune nel giro di pochissimi anni.               

 

 

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