Il candidato a segretario nazionale del Pd sarà in Calabria mercoledì 

Secondo tutti i sondaggi la sua candidatura a segretario nazionale del Partito democratico è destinata ad “impennare” in termini percentuali nel voto popolare aperto ai non iscritti in programma domenica 30 aprile prossimo. Che rappresenta il vero banco di prova dell’attuale fase congressuale che sta vedendo il Pd al centro della scena politica italiana.

Unanimemente riconosciuto da tutti i commentatori politici come il vero anti-Matteo Renzi, l’attuale Governatore della Regione Puglia, già sindaco di Bari e magistrato antimafia in aspettativa, Michele Emiliano, mercoledì 5 aprile prossimo sarà in Calabria per incontrare dirigenti, iscritti e simpatizzanti del Pd. Calato il sipario sul voto delle cosiddette “convenzioni” all’interno dei circoli democratici di tutt’Italia, Emiliano oggi incarna con la passione meridionale che lo caratterizza proprio il ruolo del candidato segretario del Sud, l’unico. Un ruolo all’interno del Pd già assunto all’indomani della sua elezione alla Presidenza della Regione Puglia, che negli ultimi due anni l’ha visto più volte criticare aspramente l’ex premier e leader del partito Renzi attuando anche politiche regionali in contrasto con quelle del Governo. Questa contrapposizione ha raggiunto il suo apice in concomitanza col referendum sulla durata delle trivellazioni in mare promosso e sostenuto proprio da Emiliano ed osteggiato da Renzi. Durante la campagna elettorale per il Referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre riguardante la riforma Renzi-Boschi, Emiliano è stato tra i pochi esponenti del Pd ad essersi espressi per il No in contrapposizione alla linea della segreteria del partito.

Noi l’abbiamo incontrato a Roma proprio nei giorni in cui il candidato alla segreteria nazionale del Pd s’apprestava ad appuntare sulla propria agenda la prima delle sue prossime tappe calabresi insieme a chi sta coordinando la sua area politica e la sua mozione congressuale in Calabria, il dirigente Enzo Reda. E, naturalmente, gli abbiamo rivolto qualche domanda.            

Come la vede la Calabria e la sua politica?

«È un territorio che m’affascina molto, sono molto prudente nel senso che non do giudizi affrettati. È una terra difficilissima, non v’è dubbio, perché è una terra dove comanda la criminalità organizzata e non lo Stato, purtroppo, una terra dove il voto politico o amministrativo che esso sia, a tutti i livelli, è quasi sempre “controllato” da comitati d’affari o comitati criminali».

Ecco, Emiliano pensa che la propria candidatura a segretario nazionale del Pd possa contribuire ed eventualmente quanto a “liberare” il voto, seppur quello per eleggere il segretario nazionale del Pd che comunque non è poco, in una regione come la Calabria?

«Dipende dal tipo di rabbia che la mia candidatura scatenerà in Calabria, lì c’è chi mi conosce bene, io in Calabria sono sempre andato. E poi c’è chi pensa che oggi sia assolutamente necessario voltare pagina in Italia, nel Mezzogiorno e in Calabria. I sondaggi di cui dispongo sono positivi: sento un certo “ribollire” in Calabria».

La formazione d’una nuova classe dirigente è cosa possibile in Calabria?

«I giovani dalla vostra regione se ne vanno quasi tutti, vi rimangono soltanto quelli che hanno maggiore sostegno da parte delle loro famiglie, perciò il rinnovamento della classe politica in Calabria è una cosa molto difficile, le figure politiche lì sono sempre le stesse, spesso cambiano i posizionamenti, ma sono sempre le stesse, purtroppo».

Dopodomani mercoledì 5 aprile, dunque, alle ore 18,30, presso l’Hotel Lamezia di Lamezia Terme è in programma l’assemblea di coordinamento dei comitati calabresi che sostengono la candidatura di Emiliano a segretario nazionale del Pd. Che, alla presenza dello stesso candidato, sarà presieduta dal coordinatore dei comitati Enzo Reda, unitamente ai coordinatori provinciali della mozione congressuale.      

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