Virtualmente il Comune di Corigliano Calabro vanta la ragguardevole cifra di ben 20 milioni d’euro circa di tributi comunali negli anni non corrisposti all’ente da parte dei cittadini contribuenti ed ancora (forse…) esigibili da parte del Comune stesso. Una montagna di quattrini, dunque, la cui riscossione coattiva, alla data del 31 dicembre 2016, era in affidamento alla società Soget Spa (nella foto, l’ormai ex sede coriglianese). Che, però, proprio dal 31 dicembre 2016 non ha più alcun rapporto di servizio col Comune di Corigliano Calabro.

Sì, perché dall’ultima gara d’appalto cui aveva partecipato era stata esclusa dal momento che una sentenza di condanna del Tribunale di Taranto l’aveva interdetta a poter contrattare con la pubblica amministrazione. Già, ma chi s’occuperà adesso della riscossione coattiva di quei 20 milioni d’euro di crediti relativi ai tributi comunali considerato che ogni giorno che passa accorcia i termini di prescrizione quinquennale? Forse la nuova società di riscossione, la Municipia Spa, insediatasi il primo gennaio 2016? Scartabellando tra le pagine del sito istituzionale del Comune non abbiamo trovato alcun riscontro relativo al subentro di quest’ultima alla Soget Spa, ma può darsi che non siamo stati molto abili a muoverci tra le pieghe dello stesso sito. Chissà.

Ma torniamo sulla Soget Spa e sul suo stranissimo rapporto col Comune di Corigliano Calabro. Che, ancor prima d’averla esclusa dall’importante ultima gara d’appalto per l’affidamento dei servizi di riscossione ne aveva prorogato il rapporto di servizio pur in presenza dell’interdizione della stessa a poter contrattare con la pubblica amministrazione. Strano ma vero. All’approssimarsi della scadenza del 31 dicembre 2014 relativa al contratto di servizio allora in essere, infatti, l’allora responsabile del Settore Finanziario del Comune, Enzo Claudio Gaspare Siinardi, aveva provveduto ad inviare una comunicazione urgente all’attuale sindaco Giuseppe Geraci, al segretario generale del Comune Salvatore Bellucci, all’allora assessore al Bilancio Vincenzo Iannuzzi, all’allora responsabile del Settore Tributi Gianfranco Santo ed al responsabile dell’Avvocatura comunale Antonio Longo. Una comunicazione formale e con allegata la sentenza interdittiva del Tribunale di Taranto finalizzata a scongiurare un’eventuale concessione di proroga di servizio alla Soget Spa. A dispetto di ciò, la Giunta comunale, con deliberazione-atto di indirizzo n. 253 del 23 dicembre 2014, approvava gl’“Indirizzi operativi riscossione tributi”, disponendo di prorogare alla Soget Spa fino al 30 giugno 2015 i servizi di riscossione ed accertamento relativi ad Imposta di pubblicità, Tosap, Diritti di affissione, Servizio idrico integrato, Accertamento evasione Ici/Tarsu fino al 2013, ed esprimendo indirizzo al responsabile del Settore Tributi di prorogare fino al 31 dicembre 2016 il servizio di riscossione coattiva delle entrate comunali. In tale deliberazione era, inoltre, specificato come la proroga avrebbe dovuto realizzarsi solo previa acquisizione d’idonea documentazione attestante la permanenza della capacità contrattuale nei confronti della pubblica amministrazione. Non è noto se tale idonea documentazione sia stata mai presentata al Comune da parte di Soget Spa, che con nota di protocollo n. 58779 del 10 dicembre 2014 inviata all’ente e meglio specificata nella stessa delibera di proroga, aveva ribadito la propria capacità a gestire i servizi di riscossione e d’accertamento tributi. Così come non è noto se l’Avvocatura comunale abbia espresso apposito parere in merito alla ufficialità della notizia relativa all’interdizione di Soget Spa – presumibilmente positivo – apponendolo in calce alla stessa nota della Soget Spa. Ma quest’ultima venne poi esclusa dalla nuova gara d’appalto, con apposito verbale redatto il 9 giugno 2015 dalla Commissione di gara presieduta dallo stesso responsabile dell’Avvocatura comunale, Antonio Longo!

E veniamo agli ultimi inquietanti tasselli d’un mosaico davvero assai strano. La proroga del servizio di riscossione coattiva dei tributi effettuata dall’amministrazione del sindaco Geraci in favore di Soget Spa ed in presenza d’una condanna all’interdizione a poter contrattare con la pubblica amministrazione non s’è mai sostanziata e formalizzata attraverso la stipula del relativo contratto di proroga. E ciò potrebbe significare che tutti gli atti tesi alla riscossione formalizzati da Soget Spa a partire dal primo gennaio 2015 sarebbero nulli tanto perché espletati in presenza dell’interdittiva quanto perché in assenza di qualsivoglia contratto formale di proroga.

Infine, un paio di domande. Quanta parte, di quei 20 milioni d’euro circa, è stata incassata da Soget Spa a decorrere da quella stranissima proroga? E sulla base di quale contratto l’amministrazione del sindaco Geraci a partire dal primo gennaio 2015 ha eventualmente provveduto a liquidare a Soget Spa il lauto aggio di riscossione?

 

 

 

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